La domenica appena passata ha visto consumarsi due importanti drammi sportivi: il primo è quello dell’Ajax che vede sfumare il titolo a causa del Graafschap, penultimo in classifica. Il secondo vede coinvolto l’Atletico Madrid sconfitto dal Levante, ultimo nella Liga, già retrocesso e persino in svantaggio di un gol quando il cronometro segnava il minuto 30. Ad una giornata dal termine, lo scudetto sembra essersi volatilizzato magicamente. Questa stagione calcistica ha ridato importanza a tutte quei club troppo spesso bistrattati o definiti insignificanti: il Leicester ha compiuto un vero e proprio miracolo, ma anche il Levante e il Graafschap hanno dimostrato che la dignità, l’orgoglio e la grinta non possono essere associate solamente ad obiettivi o a determinate posizioni di classifica. Andiamo ad analizzare cosa è realmente accaduto:

L’INTER DEL 2002 SI INCARNA NELL’AJAX

Vittima dello stesso scherzo del destino che colpì l’Inter nel lontano 5 maggio del 2002, l’Ajax vede sfumare il titolo all’ultima giornata di campionato contro una formazione che dovrà lottare per la permanenza in Eredivisie. L’8 maggio, sarà quella data che i tifosi della capitale olandese ricorderanno per tutta la loro vita. La matricola di turno, la neo promossa Graafschap, artefice di un campionato privo di significato, a 2 giornate dalla fine conquista quei 3 punti fondamentali per non retrocedere direttamente e potersi giocare l’ultima chance nei playoff salvezza. Cos’altro chiedere alla propria stagione? Nulla, nessun risultato avrebbe cambiato le carte in tavola. L’ultimo match è proprio contro la capolista Ajax, ospite allo Stadion Vijverberg. Un incontro normale che sapeva di scontato e pronosticava una goleada a favore del secondo miglior attacco della stagione. La ruota invece decide proprio di girare e di mettere i bastoni tra le ruote agli uomini di de Boer che non vanno oltre l’1-1. Al triplice fischio è pareggio e il titolo vola nelle mani del Psv, guidato da Cocu. La partita, dopo appena 16 minuti, non stava regalando molte emozioni, tranne la rete di Younes che confermava ogni pronostico. Nella ripresa accade l’impensabile: una distrazione e il Graafschap fa esplodere i propri tifosi con il pari di Smeets. Una difesa solida e organizzata che non ha mollato di un centimetro fino al 90′. Una “Cenerentola” che ha saputo combattere e ha distrutto i piani della più grande squadra olandese. L’obiettivo salvezza è quasi centrato, ma l’impresa di aver bloccato l’Ajax ad un passo dallo scudetto darà la carica necessaria al Graafschap per superare anche gli ultimi playoff per tornare ad essere un ostacolo per le grandi, anche nella prossimas stagione.

QUANDO IL CHOLISMO SI INFRANGE CONTRO UNA RETROCESSA

Stesso identico dramma è stato vissuto dall‘Atletico Madrid contro il Levante. Sicuramente, gli uomini di Simeone, hanno in testa obiettivi più importanti, come la finale di Champions, ma una sconfitta del genere è difficile da digerire. All’Estadio Ciutat de Valencia, i padroni di casa, nonostante la retrocessione già matematica, si battono come leoni e la spuntano contro i grintosi colchoneros. Anche qui, tutti gli intenditori di calcio, si aspettavano una passerella per gli ospiti, carichi dopo aver eliminato il Bayern in semifinale di Champions: nulla di più sbagliato. Dopo appena 2 minuti Torres apre le marcature e spiana la strada, ma il Levante non muore e alla mezz’ora pareggia con Casadesus. Niente di preoccupante, il tasso tecnico dell’Atletico è di gran lunga superiore e resta un’ora di gara per ribaltare il risultato. Il pronostico non si avvera e la beffa giunge al 90 con l’italiano Giuseppe Rossi. 2-1 per l’ultima in classifica che allontana drasticamente i sogni di scudetto di Simeone. Una sconfitta che fa riflette, perchè arrivata proprio da un club privo di ambizioni, ma che non si è rifiutato di giocare e ha venduto cara la pelle, caratteristica che in Italia non sempre si nota. In una stagione dove le piccole hanno trionfato sulle grandi, non c’è posto solo per il Leicester campione, ma anche per tutte quelle realtà che ogni anno entrano a far parte di una qualsiasi massima serie e con onore, dignità e voglia la onorano fino allo scadere, senza basarsi su calcoli o sulla fredda e arida matematica che non può far emozionare come il raggiungimento di un’impresa.

CHI RISCHIA UN SIMILE SCIVOLONE?

Alla luce dei fatti della domenica appena trascorsa, qualche squadra potrebbe incappare nello stesso scivolone delle grandi d’Europa. In Spagna, Barcellona e Real, dovranno vedersela con Granada e Deportivo La Coruna, entrambe salve. Le sorprese sembrano non essere all’ordine del giorno, ma come dare qualcosa per scontato adesso? Come potranno scendere queste due big in campo senza aspettarsi qualche scherzetto di troppo? Anche nella nostra Serie A potrebbe accadere qualcosa di simile, proprio nell’ultima giornata tra Napoli e Frosinone. I ciociari saranno ospiti al San Paolo e i partenopei sono chiamati a vincere per blindare definitivamente il secondo posto. La situazione racchiude tutti i pericoli e gli ostacoli che hanno impedito all’Ajax e all’Atl. Madrid di abbracciare l’obiettivo tanto atteso. Gli uomini di Stellone sono già retrocessi e non hanno nulla da chiedere alla nostra massima serie, ma l’occasione di chiudere al 100% e di poter essere ricordati per uno sgambetto all’ultimo minuto, fanno gola a questi giocatori che torneranno a disputare la Serie B.

Non sottovalutare il proprio avversario viene dato spesso per scontato, la matematica aiuta tanto sulla carta ma non vale in campo. Possiamo solo attenderci altri colpi di scesa e soprattutto ringraziare tutti questi club che, nonostante una condanna pesante come la retrocessione, hanno saputo onorare fino all’ultimo secondo, il proprio pubblico, la propria storia e soprattutto il gioco del calcio.