Un titolo provocatorio anche perché è solo precampionato, ma a una settimana dall’inizio della Liga i bilanci di Barcellona e Atlético Madrid rispetto a quello del Real sono decisamente differenti. D’altronde si sa, in una piazza come quella del Bernabéu la vittoria è una condizione necessaria anche quando non c’è nulla in palio e le partite di avvicinamento al prossimo campionato non hanno lasciato i segnali positivi delle due storiche rivali.

Il Barcellona non ha potuto ancora contare su Messi eppure ha avuto modo di mostrare i muscoli: in particolare nell’ultima partita contro il Napoli è andato a segno tutto l’attacco momentaneamente titolare, con le reti di Suárez, Griezmann e Dembelé per battere nettamente una squadra capace di farne 3 ai Campioni d’Europa del Liverpool. Motivi di guardare al futuro con ottimismo ce ne sono, anche perché le prestazioni sono andate in crescendo.

L’Atlético invece può persino sognare. Il suo acquisto principale di un mercato pieno di novità sta facendo impazzire i suoi nuovi tifosi: Joao Félix è stata la star dell’estate, tra gol splendidi e assist di prestigio. C’è chi già vede un passaggio di consegne con Ronaldo, per via della nazionalità, del 7 sulla schiena e della città di Madrid come luogo della consacrazione. Ancora presto per puntare così in alto ma sicuramente in tempo per far fare a Simeone grandi piani per il futuro.

E così se Atleti e Barça sembrano pronte alla stagione del riscatto, il Real è l’unica che non sembra trovare ancora la propria dimensione. Non un dramma se si considera come Zidane ha vinto nei suoi anni in Blanco: ha sempre lasciato andare nella prima metà per poi esplodere nel finale, ma le premesse sono tutt’altro che buone. La tifoseria chiede nuovi colpi, soprattutto a centrocampo, dimenticando però che il blocco di Zizou, a prescindere dai nuovi arrivi, difficilmente verrà smontato. Hazard ha convinto solo nelle ultimissime uscite, Jovic, Militao e Mendy per motivi differenti non sono ancora entrati stabilmente nelle rotazioni. A impressionare paradossalmente sono i più piccoli Rodrygo e Kubo, che però non potranno essere prime donne del nuovo Real.

Ora comincia la Liga, non c’è più tempo per aggiustare i meccanismi: il Real Madrid deve dimostrare di esserci a prescindere dal mercato, per rovinare i sogni d’estate delle sue terne rivali.

 

 

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