Il pareggio casalingo di ieri sera, in Copa del Rey contro il Numancia per 2-2 (il secondo consecutivo nella competizione dopo quello, sempre interno, con il Fuenlabrada), non è stato un semplice incidente di percorso per il Real Madrid. Le Merengues stanno attraversando il peggior momento della stagione: -16 dal Barcellona capolista, mancanza di vittorie ed un Cristiano Ronaldo in evidente difficoltà. Ora la palla passa a Zidane; il tecnico francese deve trovare una soluzione per lui (la società, in caso di mancato passaggio del turno in Champions League contro il PSG, cambierà allenatore) e per la squadra che sembra aver perso tutte le caratteristiche con cui ha dominato negli ultimi due anni.

Crisi Real Madrid, il mercato può aiutare?

Icardi al Real? A giugno probabile, ora molto più difficile. E non solo per la resistenza dell’Inter ma anche per quanto detto da uno scatenato Zidane nella conferenza stampa rilasciata dopo l’ennesimo passo falso in Liga“Qui c’è gente che vorrebbe che scaricassi quei giocatori che secondo loro non stanno rendendo al loro livello. Io farò il contrario: non sono qui per tirar m… su chi sta male. Sono qui per aiutare chi è in difficoltà, per fargli superare le difficoltà perché ho bisogno di lui. Siamo tutti sulla stessa barca e io non faccio scendere nessuno.”                    Parole forti di un allenatore deciso ad andare avanti per la sua strada e con i suoi uomini; ma sono anche parole di un uomo ferito; ferito da chi ha scordato quanto fatto da una squadra capace di vincere due volte la Champions League; ferito da chi parla già di esonero, dimenticandosi che il Real aveva iniziato la stagione con i trionfi in Supercoppa europea (contro il Manchester United) e Supercoppa spagnola (contro il Barcellona). Gennaio è, per definizione, il mese in cui le squadre cercano di riparare agli errori fatti in estate. Non il Real perché, nonostante la nave sia su un mare in tempesta, Zidane non abbandona nessuno.

Crisi Real, come uscirne?

Senza andare ad operare sul mercato in che modo Zidane può risollevare una squadra che, dopo il pareggio con il Celta Vigo, è scivolata a -16 dal Barcellona? Troppo facile dire con il lavoro perché il tecnico francese sa benissimo che il problema dei suoi va ben oltre l’operato quotidiano. Sono tre i fattori di cui ha bisogno il Real:

-Recuperare la migliore forma fisica dei suoi uomini principali tra cui Cristiano Ronaldo e Karim Benzema; sia il pallone d’oro che l’attaccante francese, infatti, stanno attraversando probabilmente la stagione più difficile da quando sono a Madrid e la loro assenza in fase realizzativa pesa a livello di punti.

-Tornare a giocare con la voglia di primeggiare sugli altri: un calo, dopo aver dominato per due anni, è fisiologico ma non accettabile se ti chiami Real Madrid e hai il dovere di fare tutte le stagioni ad altissimi livelli.

-Motivazione: l’unico trofeo assente nella bacheca del Real durante il periodo Zidane è la Copa del Rey; manifestazione che le Merengues vogliono vincere ma per farlo è necessario tornare a giocare ad alti livelli perché la squadra vista nei primi due turni non può pensare di arrivare fino in fondo.

Zidane, avanti fino in Champions. Poi?

Se la sfuriata in conferenza stampa fosse riferita anche alla dirigenza non si può sapere; la cosa certa è che il tecnico resta in discussione fino alla super sfida con il PSG in Champions League; l’esito di quel match deciderà il destino dell’allenatore francese che, nel frattempo, deve ritrovare la retta via. Con il Numancia non è andata bene, sabato al Bernabeu arriva il Villarreal: un test per capire se Zidane ha ancora in mano il timone della nave o se la tempesta è troppo grande anche per uno capace di vincere tutto in due anni.