Le insolite polemiche arbitrali hanno contrassegnato l’avvio di questa Premier League: da fuorigioco inesistenti a gol di mano convalidati, quasi ogni partita ha dato modo ai tifosi e agli addetti ai lavori inglesi di guardare verso quei campionati che già dalla scorsa stagione hanno ben accolto l’introduzione della tecnologia.

Se lo scorso anno tutti i venti  club presenti nella massima divisione si erano espressi in modo contrario alla sperimentazione del VAR, la sosta per le nazionali ha permesso alle squadre di riflettere su quanto accaduto nelle prime giornate portando a un epocale cambio di marcia: infatti sabato 15 settembre alle ore 15 (le 16 i  Italia) il Video Assistant Referee verrà sperimentato per la prima volta in assoluto in cinque partite di campionato, ossia Manchester City-Fulham, Bournemouth-Leicester, Newcastle-Arsenal, Huddersfield-Crystal Palace e Chelsea-Cardiff.

Una svolta dalle proporzioni gigantesche per un campionato da sempre fedele alle sue tradizioni, ma che ha sentito forte la necessità di avvicinarsi alla tecnologia per limitare al minimo gli errori e le polemiche. “The decision came after comprehensive discussions regarding the progress made in VAR trials in English football and key learnings from the many competitions elsewhere using it”, si legge in un comunicato emesso dai vertici della Premier League, che tradotto significa che dopo varie discussioni anche in Inghilterra si è sentito il bisogno di ricorrere a questa innovazione dopo gli insegnamenti tratti dagli altri campionati.

La sperimentazione del VAR però non assumerà le forme che già abbiamo imparato a conoscere, ma si tratterà solamente di un test per permettere alle squadre di capire se intraprendere o meno questa nuova strada. Nonostante la novità, per i club cambierà poco o niente: gli ufficiali di gara, situati nel nord di Londra a Stockley Park, guarderanno le partite coinvolte nel test senza però comunicare con gli arbitri in campo, monitorando semplicemente la situazione.

Nel corso della stagione poi l’esperimento sarà ripetuto più volte per un totale di 15 partite prese in esame. La Premier League quindi è pronta a fare passi in avanti verso la tecnologia per seguire, seppur molto cautamente, l’esempio della Serie A, della Bundesliga, della Liga e anche dello scorso Mondiale, caratterizzato appunto dalla presenza del tanto discusso VAR.