La Spagna che vince in Romania, nulla di inaspettato sulla carta. Eppure sono 3 punti che scrivono una pagina importante della storia della Roja: tanti gli aspetti toccati, dai tabù ai record, dai numeri alla solidarietà per un grande della storia del calcio spagnolo come Luis Enrique. Doveroso cominciare da lui, da quella panchina si è dovuto dimettere mesi fa per rimanere vicino alla propria figlia che purtroppo a soli 9 anni non ce l’ha fatta a sopravvivere. E questo è il principale dei motivi dell’importanza della vittoria della Spagna in Romania: sul banquillo c’era Robert Moreno, il suo vice di fiducia da sempre, la migliore persona per onorare la figura di un grande amico come l’asturiano.

Lo aveva seguito già nelle altre tappe di carriera, tra cui anche quella non propriamente fortunata a Roma. Match analyst di primo livello, cresciuto tra nozioni di tecnica e tattica nella Barcellona del bel calcio al fianco del suo maestro. Lo ha voluto onorare alla sua prima di sempre da allenatore, su quella panchina della Spagna che è diventata una questione di onore, amicizia e rispetto.

Poi si può passare al lato storico, perché mai la Spagna aveva vinto in Romania: assieme a Olanda, Svezia e Russia era una delle nazioni dove la Roja non era mai riuscita a battere i padroni di casa, almeno fino alla partita di ieri. Partita che ha dato anche l’impressione di far proseguire questa maledizione, viste le tante parate di Tatarusanu, decisamente un altro volto rispetto al portiere insicuro dei tempi della Fiorentina. Ci ha pensato neanche a dirlo Sergio Ramos, ormai un leggendario difensore, ma con numeri da prima punta: nessuno nel post Mondiale ha segnato più di lui con la maglia della Spagna. Anzi, solamente due sono le partite in cui non ha trovato il gol. Aiutato dai rigori, vero, ma le sue percentuali dal dischetto sono impressionanti: 10 su 12 in carriera con la Spagna, striscia aperta di 7 consecutivi. Gli manca un gol per diventare il difensore più prolifico di sempre in nazionale e raggiungere Passarella, mentre sono due le reti che lo separano da Di Stéfano nella classifica all time della Spagna.

È stato sin da subito l’uomo in più di Luis Enrique e ha deciso di continuare a esserlo anche con Robert Moreno, pronto comunque a tornare a essere il vice quando l’asturiano vorrà riprendere il proprio posto. Comincia un’avventura diversa per la Spagna, con le cicatrici morali di una tragedia, ma con i contorni per fare la storia. A partire dall’interrompere la maledizione di una trasferta.