Sarebbe una prima volta ai quarti. Non per la Roma intesa come società, ma per il suo tecnico, per la proprietà americana e per la sua punta di diamante, quello Dzeko che a gennaio ha rischiato seriamente di lasciare i giallorossi. L’ambiente tutto è carico, in primis proprio chi non è mai riuscito ad assaporare il gusto di essere fra le migliori otto d’Europa. La Roma nella sua storia invece ci è riuscita in tre occasioni, le più recenti sono quelle ai danni del Real Madrid e del Lione, tutte targate Luciano Spalletti. Questa volta però la Roma parte da una situazione di svantaggio e nelle competizioni europee la rimonta è riuscita soltanto in sei occasioni su ventiquattro, esattamente una remuntada ogni quattro scontri a/r giocati.

 

Di Francesco contro Fonseca

La Roma però in Champions League  quest’anno ha un’altra faccia, anche se il periodo dal punto di vista tattico e del gioco offensivo non è dei migliori. Non bisogna dimenticare infatti che se la squadra della Capitale è fra le migliori sedici d’Europa, lo deve anche al primo posto nel girone conquistato ai danni di Chelsea e Atletico Madrid. Purtroppo, tutti hanno ancora negli occhi il disastroso secondo tempo di Charkiv, quando i giallorossi permisero allo Shakthar di ribaltare il parziale di 0-1 semplicemente… sparendo dal campo. Di Francesco ha comunque guidato la squadra (apparentemente) fuori da quella mini crisi che l’aveva colpita fino al trittico di vittorie contro Benevento-Verona-Udinese, anche se poi le ricadute contro il Milan e proprio contro gli uomini di Fonseca non fanno dormire tranquilli i tifosi giallorossi. E proprio Fonseca, nelle battute che precedono la partita di stasera, ha messo bene in chiaro che non viene a Roma per fare da vittima sacrificale, né per impostare una partita sulla difensiva. Il tecnico degli ucraini sarà senz’altro creduto da chi ha visto giocare il suo Shakthar per qualche match. La squadra ha chiaramente una vocazione offensiva difficile da tarpare, specie considerando la notevole differenza tecnica e di qualità fra trequarti+attacco e reparto difensivo. Eppure la situazione momentanea di vantaggio parla chiaro, quindi con difficoltà vedremo uno Shakthar partire all’arrembaggio. Situazione che invece farà propria sicuramente la Roma, prestando più di un occhio alle letali ripartenze ucraine, perché se è vero che a Di Francesco basta un gol, subirne uno costringerebbe i giallorossi a farne due solo per garantirsi almeno i supplementari.

 

So’ 50.000 voci

L’inno della Roma dice 100.000, ma poco importa. Questa sera infatti ne sono previsti circa la metà rispetto alla canzone che accompagna l’entrata in campo dei giallorossi. Cinquantamila voci pronte a riversarsi verso l’Olimpico dalle 18, quando apriranno i cancelli, mentre dall’Ucraina si attendono circa 700 persone. Florenzi, Di Francesco, ma anche il direttore sportivo Monchi, tutta la Roma insomma si è spesa in questi giorni affinché lo stadio stasera diventi una vera e propria bolgia. In società si aspettano che la Curva Sud possa essere letteralmente il 12° uomo in campo per spingere i suoi ragazzi verso quei quarti di finale che mancano da dieci anni. Una svolta per la stagione romanista dunque, ma anche per il suo tecnico che senza quarti, soprattutto senza riconfermare la presenza in Champions League via Serie A, si troverebbe seriamente in discussione. Viceversa, entrare fra le migliori 8 d’Europa vorrebbe dire avere una marcia in più per questo finale di stagione.