Il weekend prima del ritorno della Champions League è appena iniziato. Questa sera scendevano un campo Roma e Porto, protagoniste nella notte di martedì per l’andata di un ottavo di finale che ha il sapore della rivincita per i giallorossi. E se gli uomini di Di Francesco non hanno avuto problemi in casa del Chievo, lo stesso non si può dire per il Porto.

I ragazzi di Coincecao, privi dell’infortunato Marega, avevano l’obbligo di vincere per tenere a debita distanza Benfica e Braga. Anche i padroni di casa cercavano i tre punti per avvicinare il quarto posto.

Roma, il Porto è una squadra equilibrata.

Equilibrio: ecco cosa servirà alla Roma per eliminare il Porto. Lo stesso equilibrio che, in questa i giallorossi, non hanno mai trovato e che invece è la caratteristica principale dei ragazzi di Coincecao. Solidità difensiva e letali nella metà campo avversaria: un mix che potrebbe rivelarsi fatale per una Roma incapace di mantenere una linea guida nel corso di questa stagione. Il Porto, meno di tre anni fa, fece piangere l’Olimpico con un secco 3-0: un risultato maturato da quell’equilibrio spezzato per via delle espulsioni di De Rossi e Palmieri. Martedì servirà una gara diversa, un diverso equilibrio.

Porto, cosa cambia senza Marega.

Assenza pesante quella di Marega, costretto a saltare la doppia sfida contro la Roma. L’infortunio subito priva il Porto di un giocatore fondamentale: la sua forza fisica unita, alla capacità di occupare l’area di rigore, avrebbe potuto mettere in seria difficoltà la difesa giallorossa (tutt’altro che solida). Al suo posto giocherà Soares anche se i pericoli più grandi arriveranno dalle fasce con Corona e Brahimi, abili nel creare la superiorità numerica. Attenzione anche ad Herrera, pallino di Monchi che rischia di fare un brutto scherzo all’attuale direttore sportivo della Roma.

Servirà equilibrio perché il Porto non è solito regalare nulla: il pareggio di oggi dimostra come i portoghesi siano una squadra dura a morire. La Roma avrà bisogno di una grande prova per non rivivere l’incubo del 2016.