Il Saint-Étienne è vicino al ritorno in Europa. I 7 punti di vantaggio sul Montpellier a 3 dal termine danno un certo coraggio a Les Verts e le 4 vittorie consecutive il giusto ottimismo per affrontare lo scontro diretto contro i ragazzi di Der Zakarian.

Questo traguardo non è cosa da poco e, anzi, potrebbe diventare straordinario se venisse colmato il gap di 2 punti col Lione, al momento ai preliminari di Champions. Il ritorno dei più titolati di Francia nel calcio europeo fa bene al movimento transalpino che recupera una piazza storica e affamata tra le sue fila.

L’ultima volta che i dix-fois-champions sono stati in Europa League risale solo a due stagioni fa e si ripeteva per la terza volta consecutiva. Nell’ultima occasione il Saint-Étienne vinse il proprio girone, che vedeva Anderlecht e Mainz come avversarie più accreditate, ma uscirono subito ai sedicesimi per mano del Manchester United e della coppia Ibra-Mkhytaryan.

Di quella squadra sono rimasti solo 7 elementi tra cui i veterani Perrin, Ruffier e Hamouma mentre Malcuit, Dabo e Veretout sono finiti in Serie A. Il presidente Caïazzo ha costruito la rosa attuale con un esborso minimo rispetto al rendimento centrando 4 ottimi parametri zero come Subotić, M’Vila, Kolodziejczak e Debuchy. Nonostante le prestazioni altalenanti del serbo, si può dire che sia stato un poker vincente carico di temperamento in grado di trainare i più giovani. I giovani, appunto: si può e si deve parlare di Saliba. Classe 2001, si è preso un posto da titolare dopo poco tempo dall’esordio e rappresenta la lungimiranza dei Verdi nelle scelte. Gli unici calciatori dell’11 ideale per cui sono stati spesi soldi nel recente mercato sono stati Khazri e Cabella per un esborso complessivo di 12 milioni (7+5) che, rispetto ai 24 gol e 14 assist forniti, sono nulla.

Molto fluido il loro modo di interpretare la partita con un 4-2-3-1  che in certe partite diventa 4-3-1-2 con Cabella a ridosso di Khazri e Hamouma senza Berič come riferimento offensivo. Debuchy dà spesso profondità sulla destra mantenendo una buona qualità dando quindi alternative sia in appoggio che quando si rende necessario un cross in area. A centrocampo, la cessione di Selnaes (uomo da 5 assist al giro di boa) ha aperto le porte a Ait-Bennasser, in fuga dal Principato, e a Vada, prestato dal Bordeaux. Questi, al fianco dell’ex Inter M’Vila formano una bella diga che contribuisce ad avere la quarta difesa del campionato.

La partita del Louis II ha dimostrato il carattere di chi ha il sogno europeo stampato in testa, ma anche di chi ha i mezzi tecnici per giocarsi il preliminare di Champions fino in fondo. Il tridente ‘piccolo’ ha messo in crisi i padroni di casa, passati in vantaggio e con in mano il pallino del gioco fino all’autorete di Touré. Fraseggio e abilità tecnica hanno fatto il resto con grande intensità e convinzione. Le ultime 3 partite ci diranno chi è davvero il Saint-Étienne, ma forse già lo sappiamo.