Possente, forte fisicamente, veloce e con una grande tecnica, doti che lo rendono letale come centravanti e utilissimo alla squadra come seconda punta. Questo è Sardar Azmoun, attaccante iraniano trapiantato in Russia da varie stagioni e che sta trascinando l’Iran in Coppa d’Asia.
Nato a Gonbad-e Kavus, vicino al confine con il Turkmenistan, l’1 gennaio 1995 ha deciso tardi che carriera sportiva avrebbe voluto intraprendere. Infatti per tutta la sua infanzia e l’inizio dell’adolescenza anche la pallavolo era stata una parte importante tanto da essere anche chiamato nella nazionale iraniana under 15. Lì però capì che il suo vero amore e la sua strada era il calcio dato che nel 2009 venne inserito nell’Etka Gorgan, allora in prima divisione e principale squadra della zona nord orientale. Ma su Sardar avevano messo gli occhi le squadre delle grandi città e l’anno dopo il Sepahan di Esfahan lo portò a vestire la maglia dei “Leoni gialli“. Nel settore giovanile segnò caterve di gol dimostrando un talento superiore alla media dei suoi avversari e proprio quando il debutto nella Iran Pro League sembrava a un passo ecco l’entrata a gamba tesa del Rubin Kazan.

I tatari erano alla fine del loro ciclo grandioso che li aveva portati per la prima volta sul tetto della Russia ed erano pronti a scovare nuovi talenti da far crescere e Azmoun era il giocatore giusto. L’impatto fu subito di quelli importanti e a diciotto anni realizzò subito il suo primo gol in Europa League contro i norvegesi del Molde e un mese dopo fu l’Anzhi la sua prima vittima in terra russa. La stagione di debutto fu positiva ma la seconda iniziò con delle difficoltà. La troppa pressione su un ragazzo di soli diciannove anni fu forse eccessiva e così a metà stagione andò il prestito al Rostov. Avrebbe dovuto essere un periodo di soli sei mesi, invece si trasformarono in due anni e mezzo dove ottenne grandi soddisfazioni. Decisivo il suo contributo per approdare in Champions League e fu propria in questa competizione che Azmoun lasciò il segno. Fondamentali le sue reti nei preliminari contro Anderlecht e Ajax, e memorabili i suoi gol nei gironi contro le corazzate Atlético Madrid e Bayern Monaco.

Tornò a essere corteggiato dalle grandi d’Europa, ma il Rubin si era stancato e nell’estate del 2017 lo riportò in Tatarstan. Con Popov formò una coppia affiatatissima la quale permise ai “Kamni” di evitare una stagione nel fondo della classifica. Ancora a Kazan quest’anno sta dimostrando una maturità maggiore anche se ancora oggi dovrebbe essere più egoista e più centravanti. Ma in questa Coppa d’Asia sta dimostrando tutto il suo talento e tutta la sua classe non solo dimostrandosi importante per i suoi quattro gol, ma anche e soprattutto per il lavoro di squadra.
Visione del gioco da centrocampista e tocchi di grande classe, questo è Sardar Azmoun che forse non avrà l’istinto del grande bomber ma che resta uno dei migliori giocatori mediorientali mai visti e forse tra poco potrà spiccare il volo verso campionati di primo livello.