“Dobbiamo goderci la serata, abbiamo ancora una possibilità”. Queste le parole di Domenico Tedesco alla vigilia di Manchester City-Schalke; frase non corrisposta dai fatti visto come si è svolta la gara. Il sette a zero finale con cui i ragazzi di Guardiola si sono abbattuti sul povero Schalke rappresentano la peggior sconfitta subita da una squadra tedesca in Champions League; i Knappen lasciano la competizione europea dopo aver scritto, in negativo, una pagina della loro storia. Una stagione da incubo confermata dalla serata più brutta; nessuno chiedeva a Konoplyanka e compagni di passare il turno ma l’impegno andava onorato al meglio. La sensazione, invece, è stata quella di una squadra completamente in balia dell’avversario senza nessuna idea di come poter rispondere all’offensiva City. Il trauma europeo, però, non è l’unico problema per lo Schalke; il club, in Bundesliga, rischia una clamorosa retrocessione. Serve cambiare marcia per evitare il peggio.

Schalke, il fondo è stato toccato. Obbligatorio rialzarsi

Dal secondo posto conquistato l’anno scorso al dover lottare per la salvezza; in meno di dodici mesi è cambiato tutto e non per il meglio. Tedesco aveva in mente tutta un’altra stagione ma non è riuscito a ripetere quanto fatto appena arrivato sulla panchina dei Knappen. Sicuramente il mister ha le sue colpe a partire dalla scelta del modulo: il 4-2-3-1 o il 3-4-3 non si sposano minimamente con la rosa a disposizione; una squadra così fragile non è in grado di tenere un reparto offensivo composto da tre o più uomini. Serve equilibrio e Tedesco deve capirlo in fretta o la barca rischia di affondare del tutto. In Bundesliga lo Schalke rischia una clamorosa retrocessione; una sola vittoria nelle ultime partite testimoniano la crisi di una squadra alla continua ricerca di un’identità. L’unica cosa positiva è l’arrivo della sosta; dopo la sfida con il Lipsia, infatti, le nazionali daranno ai Knappen la possibilità di riorganizzare le idee in vista del rush finale. La situazione è difficile ma va affrontata senza paura; ormai il fondo è stato toccato.