It’s coming home sì, ma anche questa volta senza la coppa: quello dell’Inghilterra è stato un sogno meraviglioso e quasi accarezzato che è riuscito a portare oltre le nuvole un’intera popolazione. In barba alla scaramanzia, gli inglesi ci hanno creduto fin dalle prime partite, inondando la Russia con fiumi di birra e di parole, quelle goliardiche dei tanti cori e quelle piene di speranza dette da chi da anni sognava finalmente il riscatto della propria nazionale

Purtroppo neanche il 2018 sarà l’anno dell’Inghilterra: dopo la delusione dell’Europeo questo Mondiale poteva finalmente regalare qualcosa di più ai Tre Leoni, arrivati alla rassegna senza i favori del pronostico dalla propria parte. Una rosa troppo giovane e inesperta, messa insieme quasi a caso, aveva attirato su si sé troppe critiche a cui Gareth Southgate è riuscito a rispondere partita dopo partita, rete dopo rete. Se è vero che l’esperienza non è il suo punto forte, questa Inghilterra si è dimostrata migliore del previsto: dopo un girone giocato ad alti livelli che gli ha regalato la fortuna di capitare dal lato più morbido del tabellone, gli inglesi sono riusciti a sfruttare al meglio ogni episodio a favore facendo dei calci piazzati la specialità di casa.

Se il superamento della maledizione dei rigori contro la Colombia e la grande prestazione contro la Svezia avevano contribuito ad alimentare il sogno di tutti i tifosi, la Croazia si è rivelata essere un ostacolo troppo grande per questa Inghilterra, un avversario troppo duro da battere che è riuscito a mettere in crisi tutte le certezze dei Tre Leoni. Ancora una volta la differenza la fa l’atteggiamento dopo la rete dell’1-1: se i croati non hanno mai smesso di lottare neanche dopo lo svantaggio, i ragazzi di Southgate hanno perso del tutto la grinta dopo aver subito il pareggio, abbandonando mentalmente il campo proprio nel momento più importante di tutta la partita.

È una delusione che si fa sentire tanto, forse ancora di più rispetto alle altre volte. È la fine di un sogno costruito passo dopo passo fin dalle prime amichevoli, quelle in cui gli esperimenti di Southgate sembravano soltanto tentativi disperati di chi in realtà non ci aveva capito granché. Oltre la tristezza, oltre la rabbia, oltre i rimpianti ci resta un’Inghilterra con una veste totalmente diversa rispetto al suo solito, con un modulo del tutto inedito e degli interpreti che sicuramente daranno vita a un nuovo ciclo vincente: dai guantoni di Pickford fino ai tap-in di Kane, passando per tutta una generazione che, dopo aver assaggiato il grande sogno, di sicuro non smetterà di lottare per poterlo realizzare. Magari già a partite dal prossimo Europeo.