Gli ultimi a essere divisi, gli ultimi a formare ancora per qualche anno la Jugoslavia, forte della sua bandiera blu, bianca e rossa, ma senza la stella rossa al centro. Serbia e Montenegro sono state le ultime nazioni della Jugoslavia a restare unite e per undici anni hanno permesso di portare avanti questo nome. Anche il piccolo Montenegro voleva la sua parte di indipendenza e così il governo di Belgrado concese maggiore libertà a questa terra e il 4 febbraio 2003 morì definitivamente la Jugoslavia per dare vita allo stato di “Serbia e Montenegro“. Che questo stato sarebbe stato solo di passaggio verso la reale autonomia delle due nazioni era chiaro a tutti, ma per tre anni restarono unite sotto questo nome.

A livello sportivo Serbia e Montenegro sfiorò la qualificazione per Euro 2004 chiudendo terza dietro a Italia e Galles, ma fu due anni dopo che riuscì a ottenere a sorpresa un grande traguardo. L’incredibile primo posto nel Gruppo 7 non solo portò i serbomontenegrini al Mondiale in Germania ma costrinse la favoritissima Spagna a giocarsi i playoff con la Slovacchia.
La squadra era ottima, ma tra il 3 e il 4 giugno 2006 avvenne la fine della Serbia e Montenegro. Due stati nuovi, due stati indipendenti, due nuove bandiere, ma un Mondiale da onorare. Il tecnico Ilija Petković decise quindi di portare solo giocatori serbi. La decisione non fu accolta nel migliore dei modi ma questa sembrava l’unica decisione valida per poter disputare una buona competizione. Tutto invece andò storto, inserita in un girone di ferro con Argentina, Olanda e Costa d’Avorio, riuscì a strappare applausi solo con gli Oranje quando una ci volle una punizione di Robben per piegare la squadra balcanica. Poi il crollo di Gelsenkirchen con l’Argentina. La storia della nazionale serba viene riconosciuta dalla Fifa a partire dal 1992 e quella in Germania fu la peggiore sconfitta della sua storia. Un 6-0 senza appello con il solo Maxi Rodriguez a realizzare una doppietta e con altri quattro marcatori diversi con la prima rete in Coppa del Mondo per Lionel Messi. Già eliminate Serbia Montenegro e Costa d’Avorio si giocarono l’onore nell’ultima gara a Monaco e anche in quell’occasione la giornata fu da dimenticare. Žigić e Ilić portarono gli europei sul 2-0, ma una doppietta di Dindane e il rigore nel finale di Kalou regalarono agli ivoriani la loro prima storica vittoria in un Mondiale.
L’unica Coppa del Mondo di Serbia Montenegro finì con due gol fatti, dieci subiti e una differenza reti di meno otto, il peggiore andamento tra tutte le trentadue nazionali.
La Serbia venne considerata l’erede naturale della nazionale appena scomparsa e partecipò alle qualificazioni per Euro 2008, arrivando terza dietro a Polonia e Portogallo e mancando il passaggio alla fase finale, mentre il Montenegro dovette aspettare due anni per debuttare in gare ufficiali per le qualificazioni a Sudafrica 2010.
Questa sera si affronteranno per la terza giornata di Nations League e per entrambe nelle prime due partite sono arrivate una vittoria sulla Lituania e un pareggio con la Romania ed è tempo di capire chi delle due prenderà il comando della classifica. La sfida è speciale sopratutto per i Sokoli di casa che vogliono dimostrare come quel pezzo di terra dimenticato dodici anni prima durante le convocazioni per Germania 2006 poteva e può dimostrare di valere la grande Serbia.