Lecito aspettarsi dei cambi di gerarchie alla fine di un’era ma se a inizio stagione qualcuno avesse pronosticato un sorpasso di Sergio Reguilón su Marcelo probabilmente sarebbe stato preso per pazzo. E invece la gestione Solari ha invertito la rotta di un Real troppo attaccato al passato per rilanciare i prodotti di una cantera che ha tanto da offrire ma che non viene spesso sfruttata a modo.

Reguilón rappresenta probabilmente il migliore esperimento dell’allenatore argentino che ora fa puntualmente affidamento su di lui lasciando in panchina colui che doveva rappresentare la figura del leader dopo l’addio di Cristiano Ronaldo. Tutto cambiato in un Clásico al Camp Nou: il 5-1 di Liga ha tolto dai giochi Lopetegui e messo KO per infortunio Marcelo aprendo così le porte sia alla rivoluzione di Solari che ai primi passi da titolare di Reguilón, da lì in poi costantemente in crescita.

Il 2019 poi sembra essere l’anno della sua consacrazione visto che la striscia aperta di quattro vittorie consecutive ha sempre visto titolare il canterano a discapito del brasiliano, a cui è stata concessa un’opportunità in Copa del Rey dove non ha ben figurato nel faccia a faccia con un motivatissimo Malcom. Da lì la scelta di Solari di rendere ufficiale il cambio di gerarchia: arrivati alla partita che conta di più di questa parte di campionato, ossia il derby con l’Atlético al Wanda Metropolitano, giocherà Reguilón e non Marcelo.

La scelta a dirla tutto ha ben poco di sorprendente visto che il rosarino aveva persino dei dubbi sul concedere minuti in Copa del Rey a Marcelo, come se fosse un calciatore qualsiasi a cui regalare occasioni ogni tanto per dargli ritmo partita. E così il calciatore emotivamente più importante della squadra, così come era definito sotto la gestione Lopetegui, adesso è una riserva a tutti gli effetti. Al di là di problemi fisici e di turnover, il titolare è un altro, un ragazzino che si è fatto vedere in una partita di Copa del Rey contro il Melilla sotto il diluvio e che da lì in poi si è imposto come uno dei terzini più promettenti di tutto il panorama spagnolo.

Ora il test della verità, il primo grande big match della sua vita da titolare, nonché primo derby in assoluto. E se la prestazione dovesse essere all’altezza si potrebbe garantire anche una maglia per l’ottavo d’andata contro l’Ajax, sancendo definitivamente la sua ascesa a discapito di un Marcelo sempre più in crisi.