Un mini docu-film uscito a febbraio ha celebrato i 110 anni del Panathinaikos, anche se le acque ad Atene oggi sono tutto fuorché calme. Nell’anno in cui la parte biancoverde della capitale ellenica ha ricordato il 47° anno trascorso dalla finale di Wembley nel 1971, con la sconfitta in finale subita per mano dell’Ajax, non c’è affatto spazio per leccarsi le ferite. La situazione economica più che precaria non aiuta un club dissanguato e in gravissime difficoltà nella sola sopravvivenza, in ritardo con stipendi e in perenne debito coi creditori. L’Alliance, che convogliava fondi, sta chiudendo i rubinetti per via della continua crisi economica che scoraggia i tifosi a liberarsi a cuor leggero di euro destinati a generi alimentari. Pure Marinos Ouzounidis, il tecnico che lo scorso anno dovette metter insieme i cocci, ha abbandonato la barca (vantando probabilmente qualche mensilità non corrisposta) e al suo posto ecco Giorgos Donis. Tedesco di Francoforte e padre di Anastasios e Christos, entrambi calciatori, Donis era cresciuto nelle giovanili del Panathinaikos militando in prima squadra tra 1991 e 1996.

Risale alla fine di aprile scorso il pronunciamento dell’UEFA circa la punizione inflitta ai club rei di non aver rispettato le norme del Fair Play Finanziario. Naturalmente si fa capo alla situazione debitoria in cui versa il club ateniese, che rischia la bancarotta e in ogni caso è stato preventivamente estromesso dalle coppe europee fino alla stagione 2020/21 compresa. La situazione aveva raggiunto l’apice a febbraio, quando la maggioranza dei calciatori protestò contro il mancato pagamento di stipendi arretrati (a partire dal settembre 2017) chiedendo entro il 1° marzo un piano rateale. Il Panathinaikos, non potendo sostenere spese e avendo già 5 milioni da pagare all’UEFA, sperò dunque in una clemenza che a conti fatti non v’è stata. Anzi, la Camera Giudicatoria del massimo ente calcistico europeo aveva ulteriormente sanzionato il club greco con ulteriori 200mila euro di multa.

Naturale che il primo strumento per monetizzare sia lo smantellamento dell’organico. Le grandi partenze erano erano cominciate la scorsa estate: il capocannoniere della Super League Marcus Berg s’era trasferito all’Al Ain, ma a lasciare il Panathinaikos erano stati pure Lucas Villafañez, Niklas Hult, Rodrigo Moledo, Nuno Reis, Panagiotis Vlachodimos, Luke Steele, Bryan Cabezas, Oscar Hiljemark tornato a Genova, Sebastián Leto e capitan Zeca. Quest’anno Odisseas Vlachodimos s’è accasato al Benfica regalando 2,4 milioni per ossigenare le casse del Pana, Guillermo Molins è tornato  gratis in Svezia al Malmö FF e con la stessa modalità il finlandese Robin Lod ha scelto di proseguire la sua carriera allo Sporting Gijón. Luciano Neves è rientrato in Brasile, Giannis Mystakidis ha fatto ritorno al PAOK per fine prestito e la ciliegina sulla torta è stata l’addio di Stefanos Evangelou, promettente centrale difensivo greco di 20 anni appena che ha lasciato il Panathinaikos preferendogli gli storici nemici dell’Olympiakos. Un tradimento che il Gate 13 ha faticato a digerire, come se non bastasse l’emorragia.

La rosa odierna del Panathinaikos è infarcita di giovani. Sotto ai 23 anni ci sono i portieri Kotsaris (22), Xenopoulos (20), Christogeorgos (18), i difensori Poungouras (22, arrivato dal PAOK), Triantafyllopoulos (21), Mavromatis (21), Chatziteodoridis (20) e Valmas (20), i centrocampisti Donis (23), Mingos (20), Staikos (22), Angelopoulos (21), Apostolakis (19) e Bouzoukis (20), infine gli attaccanti Kountouridis (20), Dimitroulas (19), Chatzigiovannis (21), Emmanouilidis (17), Pispas (20) e Sifneos (21). Venti acquisti, di cui 17 promossi dalla squadra Under 20. Costo zero e un impatto assurdo sull’età media della rosa, divenuta di 23 anni per giocatore. La più bassa dell’intero campionato, per forza di cose. Una necessità.

“Avendo trascorso una parte della mia vita al servizio del Panathinaikos, sento il diritto di celebrare tutti coloro che ritengano di poter far diventare il nostro Panathinaikos eterno, immortale. Il Panathinaikos è un’idea (discorso di Apostolos Nikolaidis per i 70 anni di vita del club)