Il pareggio con l’Huddersfield è l’epilogo di un finale di stagione da incubo; due punti nelle ultime quattro partite per il Manchester United più l’eliminazione contro il Barcellona in Europa. Ecco, i Red Devils il prossimo anno non potranno disputare la Champions perché, a novanta minuti dal termine della Premier, sono quattro i punti di distanza dal quarto posto. La partita di ieri, contro una squadra già retrocessa, ha dimostrato come Pogba e compagni abbiano finito le batterie dopo aver rincorso il quarto posto per tutta la stagione. Una squadra costruita male, il cambio in panchina e i troppi infortuni; tre dettagli che hanno determinato l’anno orribile dello United.

Manchester United, un pareggio per dire addio alla Champions

“Si può pensare però all’Europa League come qualcosa di positivo”; queste le parole di Solskjær al termine della gara con l’Huddersfield. Dichiarazione obbligatoria ma che non nasconde l’amarezza per non aver raggiunto l’obiettivo per il quale era stato chiamato. Il suo arrivo dopo l’esonero di Mourinho aveva dato una scossa alla squadra capace di mettere in fila una serie di risultati positivi con la ciliegina avuta al Parco dei Principi quando la squadra ha eliminato il PSG. Paradossalmente quel’impresa è stata l’inizio di un periodo negativo; il Manchester United, dopo quella sfida, ha iniziato un declino dal quale non è riuscito a risalire. Colpevolizzare Solskjær non sarebbe giusto; lui il suo lo ha fatto almeno finché la squadra ha tenuto fisicamente. Una delle cause della mancata qualificazione in Champions sta nei troppi infortuni che hanno costretto il tecnico a chiamare più volte in causa la primavera. Da non sottovalutare un mercato che, invece di rinforzare, ha messo a nudo tutti i limiti del club; difesa e centrocampo i reparti da rinforzare. Prima, per, obbligatorio vincere contro il Cardiff per chiudere la Premier con i tre punti. Al futuro ci si penserà dopo il match dell’Old Trafford; un futuro con l’Europa League.