Sembrava poter essere il pomeriggio che rilanciava tutte le speranze di salvezza dello Stoke City, ma così non è stato. Tutt’altro: la retrocessione, al triplice fischio, è diventata aritmetica. Al Britannia Stadium a festeggiare è stato il Crystal Palace, assicuratosi la permanenza in Premier League con l’1-2 finale, maturato nella ripresa con una meritata rimonta.

Umori opposti al termine della gara tra le squadre in campo: la frustrazione dei Potters, testimoniata anche dal pessimo clima sulle tribune e dal nervosismo in campo, attenuato soltanto dagli applausi del pubblico; la gioia del Palace, al quinto risultato utile consecutivo nel momento più delicato della stagione. Una stagione rimessa in piedi da Roy Hodgson, subentrato dopo l’inizio disastroso di Frank De Boer; l’esperto tecnico inglese è riuscito nel suo obiettivo, al contrario di Paul Lambert, che va a fondo insieme al suo Stoke.

L’entusiasmo che circondava il Britannia Stadium nel primo tempo è stato alimentato ulteriormente dal gol di Xherdan Shaqiri, una punizione diretta all’incrocio che ha messo i padroni di casa nelle migliori condizioni. Ma la squadra di Lambert non solo ha continuato a soffrire le incursioni di Zaha e Townsend, si è anche dovuta piegare al meritato gol del pareggio di McArthur nella ripresa. Le poche speranze già rimaste sono state poi abbattute da van Aanholt a cinque minuti dal termine: l’olandese ha messo in rete un comodo pallone alle spalle di Butland, che non ha potuto evitare il peggio.

Al triplice fischio di Atkinson il Britannia Stadium è calato nel silenzio, prima che un applauso confortasse una squadra che ha vissuto una stagione da incubo. Lo Stoke City si è trovato alle corde: la zona salvezza dista tre punti, ma lo scontro diretto tra Southampton e Swansea – terzultima e quartultima – ancora da disputare lo condanna alla retrocessione in Championship dopo 10 stagioni consecutive in Premier League.