Incubo al Santiago Bernabeu! Il Real Madrid lascia la Champions League agli ottavi di finale arrendendosi ad un Ajax meraviglioso e capace di umiliare i campioni in carica con un 4-1 che ha del clamoroso (mai, infatti, i Galacticos avevano perso tra le mura amiche nella massima competizione europea subendo più di tre reti). La crisi madridista non sembra avere una fine, mentre certamente la ha la stagione dei Blancos costretti ad un esame di coscienza necessario per capire da dove ripartire nella prossima stagione. I Lancieri, guidati da uno strepitoso Tadic, volano ai quarti di finale che potranno affrontare con la consapevolezza di aver eliminato i campioni in carica.

La notte che ha consacrato Tadic

Diventare grandi, ma grandi grandi, a trent’anni è possibile anche per un calciatore e se la cornice è quella del Santiago Bernabeu difficile chiedere di meglio. Dusan Tadic è il mattatore di questo Real Madrid, l’eroe dei lancieri e l’incubo più grande dei tifosi Blancos. Dopo un percorso di crescita segnato da qualche fermata di troppo, il serbo si è definitivamente consacrato mantenendo una media realizzativa mai avuta in carriera (finora 16 centri in Eredivisie, secondo nella classifica capocannonieri). Una notte che l’ex Southampton non scorderà mai e che, come lui, i Lancieri aspettavano da tanto, troppo tempo. Il calcio orange può tornare a dettare legge in Europa? Sicuramente no, ma questa è una soddisfazione che nessuno può togliere agli uomini di Erik Ten Hag

Disattenzione e superficialità, cocktail letale

La crisi del Real ha intaccato nel morale una squadra che sembra vivere in uno stato confusionario dal quale non riesce più ad uscire. In occasione del primo gol Kroos regala un pallone stupidissimo a Ziyech concedendo allo stesso talento marocchino di trovare l’1-0, assistito da Tadic: questo è solo uno dei gravi errori degli uomini in camiseta blanca, errori figli della superficialità e della disattenzione che gravitano nell’ambiente madridista da ormai nove mesi a questa parte, quando Zidane e Cristiano Ronaldo hanno deciso di salutare il Santiago Bernabeu. Non che vadano incolpati gli allenatori, sebbene sia Lopetegui che Solari non sono mai sembrati adeguati all’incarico, è un problema strutturale e di ricambio generazionale. Si prevedono anni bui a Madrid? Probabilmente no, ma la stagione appena terminata (fuori dalla Champions, dalla Copa del Rey e distante dodici punti dal Barcellona primo in Liga) rappresenta sicuramente l’anno zero dei Galacticos, eliminati agli ottavi della massima competizione europea per la prima volta dopo nove anni.

I Lancieri mettono a ferro e fuoco la difesa Blancos

L’Ajax gioca un calcio meraviglioso e trova terreno fertile in una difesa irriconoscibile come quella del Real e priva del suo giocatore di riferimento, Sergio Ramos (autore di quella bravata all’andata che gli è costata due turni di squalifica). La brillantezza del tridente offensivo manda al manicomio il Santiago Bernabeu e tutti gli interpreti del tridente offensivo timbrano il cartellino realizzando un gol più bello dell’altro. Nessuno si immaginava un risultato così rotondo ma sicuramente andava dato credito a Tadic e compagni dopo la splendida gara d’andata disputata all’Amsterdam Arena e la sfida odierna ne è la conferma. Ora ai quarti è difficile immaginare che qualcun’altro osi sottovalutare la minaccia olandese.

Real Madrid falcidiato dagli infortuni

Al termine della prima frazione di gioco Santiago Solari si è trovato con il proprio piano partita completamente ribaltato: non solo per i due gol dell’Ajax ma anche per gli infortuni di Vazquez (muscolare) e Vinicius Jr. (a causa dei molti colpi subiti alla gamba destra). Senza i suoi due esterni offensivi il tecnico spagnolo si è visto costretto ad inserire un non brillante Marcos Asensio (nonostante il gol che ha illuso il Bernabeu) e un Gareth Bale più utile alla causa, capace di centrare un palo in una delle occasioni più nitide dei Blancos. Una sciagura dietro l’altra per il Real che non sembra più riuscire ad allontanare la crisi.