La decisione della Roma di disfarsi di Leandro Paredes così velocemente fece storcere il naso a molte persone. Certo la squadra giallorossa aveva bisogno di monetizzare e i 23 milioni messi sul piatto dallo Zenit San Pietroburgo non erano di certo pochi, ma l’argentino dimostrò più volte di essere uno dei più interessanti prospetti del calcio internazionale. La scuola di Boca Juniors è sempre stato ottima rifornitrice di talenti e la Roma, dopo gli esordi convincenti con gli Xeneizes, decise di acquistarlo, ma ci fu subito un problema. I posti per gli extracomunitari erano già tutti occupati e così ad aiutare l’allora squadra di Garcia ci pensò il Chievo che lo arruolò per sei mesi in prestito, ma facendolo solo debuttare in Serie A in una sfida col Torino. Alla fine della stagione tornò a Roma, ma l’allenatore francese non lo vedeva, e la concorrenza di De Rossi, Strootman e Nainggolan gli fece vedere il campo col contagocce, e allora servì un altro prestito. Questa volta fu l’Empoli ad accoglierlo e con Giampaolo in panchina esplose. I toscani erano reduci da una grande stagione con Sarri che si portò con se a Napoli il regista Valdifiori, ma Paredes non lo fece rimpiangere, anzi. Gli azzurri furono per il secondo anno consecutivo la squadra rivelazione dell’anno e l’argentino classe ’94 si consacrò sul palcoscenico italiano.

Verticalizzazioni, lanci lunghi e magistrale abilità nel calciare le punizioni sono solo alcune delle doti che il 21enne fece vedere con sempre maggiore costanza e la Roma lo riportò ancora all’ombra del Colosseo. In panchina questa volta c’era Luciano Spalletti che lo impostò come regista della squadra mettendolo come dominatore del centrocampo e mai mossa fu più azzeccata.

Le sue prestazioni lo fecero notare anche dal Ct dell’Argentina Sampaoli che lo fece debuttare in amichevole con Singapore e tantissime squadre si mobilitarono per lui. A spuntarla fu a sorpresa il ricco e ambizioso Zenit di Roberto Mancini che vide in Paredes l’uomo giusto per prendere per mano il suo centrocampo. L’allenatore jesino riuscì a migliorarlo notando in lui una grande qualità anche in fase realizzativa e lo utilizzò come playmaker avanzato e questo gli permise di segnare qualche un gol in più rispetto ai suoi anni italiani e con cinque realizzazioni in metà stagione ha già superato il suo record personale. Nonostante l’inattesa e per certi versi immotivata flessione dello Zenit, le prestazioni di Paredes sono rimaste di ottimo livello e già in questa sessione di mercato sarà ancora oggetto del desiderio di molti. Intanto ha chiuso l’anno 2017 con un altro giuramento, quello di amore per sua moglie Camila e dalle parti di San Pietroburgo farebbero carte false per far sì che anche l’amore con la sua attuale squadra possa essere eterno.