Il mercato dei centrocampisti è sempre vibrante e ogni sessione porta alla ribalta nomi nuovi. Il profilo più ricercato è sempre il tuttocampista, neologismo che indica un fac-totum: quello che con un solo investimento porta alla squadra interdizione e costruzione. Un’utopia da DS, forse, ma non più così poco percorribile. In Italia abbiamo visto Pogba alla Juve, il Cagliari sta allevando Barella e la Roma ha in casa Pellegrini; in Francia si parla insistentemente di Ndombélé. Il Lione lo ha scovato dall’Amiens e in due stagioni si è preso la mediana con una facilità disarmante.

Bruno Genésio, amante del 4-2-3-1 e del 4-3-3, lo ha schierato sia nei mediani che nelle mezzali, ma è davanti alla difesa che dà il suo meglio l’ex Guingamp. Al fianco del più difensivo Tousart, ha modo di pensare alle proposte offensive essendo depositario del ritmo di gioco. Nel suo bagaglio c’è sicuramente la capacità di girare il pallone da una parte all’altra del campo con grande facilità.

Contro il Montpellier ha letteralmente fatto ciò che ha voluto. Ben 106 i palloni giocati con una percentuale di riuscita altissima (93%) e, no, non ha giocato soltanto a corto raggio e ‘in sicurezza’ portando a casa anche 2/3 dei lanci lunghi effettuati e un assist di grande pregio. Già quando finge di calciare ha chiara l’intenzione di imbucare verso Dembelé che deve solo incrociare la mira sul palo lungo.

Non ha leve molto lunghe né fa della velocità la propria peculiarità, ma quando accelera all’improvviso è bruciante, specie quando cambia direzione all’improvviso. Sempre contro il Montpellier, è girato quando capisce che gli spazi sono angusti optando per un cambio di passo che, girandosi, lo mette nelle condizioni di calciare.

Nonostante non abbia trovato ancora il gol ha preso parte alla costruzione di 10 palle gol, di cui 6 concretizzate: ora, è a un solo assist da pareggiare quanto fatto nella scorsa Ligue 1. Il 23enne appena entrato nel giro della Nazionale di Deschamps, è sotto i riflettori da un paio di stagioni, ma la sfida casalinga contro il Barcelona ne ha enfatizzato l’hype.

Il Lione, sfavorito, aveva poco da perdere, ma fare una figuraccia fa male anche contro Messi & co. Ndombélé e tutto l’OL hanno sfoderato una prestazione molto interessante coprendo con attenzione e sfiorando la rete nello 0-0 del Groupama Stadium. Il 28 non ha tirato indietro la gamba vincendo 9 duelli su 15, né si è precluso la giocata saltando l’uomo nel 63% delle occasioni. I passaggi sono stati certamente inferiori alla normalità nella quantità (solo 58), ma ha saputo rendere fluida la manovra dei francesi grazie alla consueta precisione e all’abilità sul lungo raggio (100% di precisione).

Il suo profilo è molto interessante e un eventuale cambio di maglia potrebbe rappresentare per lui una grande occasione. Restare in Francia, magari andando al PSG, potrebbe essere una scelta ‘sicura’: conosce la Ligue 1 e potrebbe puntare alla tanto agognata Champions, taboo dalle parti di Parigi. In Italia, Paratici sembra averlo visionato per ringiovanire un reparto dove Khedira e Matuidi possono necessitare di un cambio con il tempo. In quest’ottica, non è sbagliato pensare che calciatori come Bentancur e Can hanno delle affinità col francese: un eventuale suo acquisto darebbe continuità a un centrocampo sempre più giovane e tuttofare. Neanche a dirlo, infine, in Inghilterra è finito su diversi taccuini e il Tottenham potrebbe essere la squadra più interessata dal momento che Eriksen potrebbe partire e Wanyama non garantisce integrità fisica sufficiente.