Al quarto posto della media voto statistica della Ligue 1 troviamo il più classico degli intrusi: Teji Savanier non è un nome conosciuto, né gioca in una squadra di prima fascia. Il Nimes, di cui è il trascinatore indiscusso, galleggia a metà classifica a +11 dalla zona retrocessione.

Il suo rendimento è stato da podio fino al 10 di valutazione di Cavani dopo il 9-0 rifilato dal PSG al Guingamp che ha fatto schizzare il Matador sul podio. Gioca da riferimento centrale nel centrocampo  a 3 o a 4 disegnato da Blaquart. È un vero specialista, di quelli a cui ci si affida per i piazzati e per creare le situazioni più pericolose in fase di transizione. Non solo: Savanier contribuisce anche al recupero del pallone come dimostrano 1.5 recuperi a partita e il 61.5% di contrasti vinti.

Fisicamente non risponde esattamente ai canoni del calciatore troppo atletico e ha un baricentro piuttosto basso che facilita nel non farsi saltare. Pecca in velocità sul breve, ma acquista una buona rapidità in progressione.

Ciò che lo rende così importante è la capacità di creare gioco: 11 le occasioni create in stagione e ben 5 assist finora. Calcia quasi 2 volte a partita mostrandosi perlopiù dedito a servire i compagni con 2.7 keypass a partita, ma quando la palla scotta tocca a lui:

Pochi passi, un calcio potente. Il giro è piuttosto veloce e la sola partenza del pallone basta a prevedere il suo destino: sotto al ‘sette’. Solo due reti fino ad ora, ma i risultati del Nimes sono dipesi molto dal suo rendimento. Nonostante il suo metro e 70 scarso con ben 62 kg sul ‘groppone’ non è restio al sacrificio come si può vedere dalla heatmap della sua miglior partita finora: quella contro il Caen. Si muove in lungo e in largo con un dinamismo a dir poco inaspettato, al contrario delle apparenze .

Definirlo sorpresa è il minimo. Un rendimento di questo tipo è di grande interesse quando i tuoi avversari si chiamano Neymar, Mbappé e Cavani, ma da ora non sarà più una sorpresa.

Francesco Di Stefano