L’Arsenal ha acquistato ieri Kieran Tierney dal Celtic per 25 milioni di sterline, ma fare scalpore non è il prezzo del trasferimento. Ormai siamo abituati a tali cifre, soprattutto se si tratta di giocatori in rampa di lancio. Ciò che fa discutere in questo caso è la rinuncia del ragazzo a poter diventare un leggenda del club per cui ha sempre fatto parte e per cui ha sempre tifato, peraltro uno dei più iconici d’Europa, per un avanzamento di carriera sul piano professionale ed economico. Una scelta legittima, sia chiaro, che ripropone però l’eterno scontro fra amore e guadagno, due aspetti della vita che raramente coincidono.

Il destino di Kieran Tierney sembrava infatti essere indissolubilmente legato agli Hoops, che già lo ritenevano una bandiera. I tifosi biancoverdi speravano di poterlo vedere sfrecciare sulla fascia sinistra del Celtic Park per tutta la sua carriera. La velocità è curiosamente una dote peculiare dei nati come lui sulla suggestiva Isola di Man. Guardare per credere il curriculum del ciclista Mark Cavendish o i moticiclisti che dal 1907 corrono il Tourist Trophy, con più coraggio che buonsenso, rimettendoci anche in alcune occasioni la vita (a oggi 143 volte) lungo le intricate vie dell’isola.

Tierney e il Celtic, un legame che sembrava indissolubile

Tierney non è tuttavia soltanto veloce sul terreno di gioco, è stato infatti un talento precocissimo. A soli sette anni si trovava già infatti nel settore giovanile del  Celtic. A 17 anni era già aggregato alla prima squadra durante un ritiro in Finladia, durante il quale scese anche in campo contro il Tottenham Hotspur. Nell’aprile del 2015 arrivò poi il suo esordio ufficiale. Da lì in poi una crescita continua, 170 presenze totali, 8 goal e 37 assist, che sono valsi 5 Scottish Premiership, 3 Scottish Cup e 3 League Cup con il Celtic. Il tutto a soli 22 anni. Questi però, per quanto importanti sono solo i freddi numeri. Per spiegare il rapporto viscerale tra Tierney e il Celtic, occorre raccontare alcuni episodi extra campo. Come quando nel 2012 fu uno dei raccattapalle presenti al Celtic Park nella indimenticabile e storica vittoria dei Bhoys, nel giorno del loro centoventicinquesimo compleanno, contro il Barcellona di Messi nei gironi di Champions League. La magica notte di Tony Watt, una delle più grandi sfangate della storia del calcio. Oppure quando descrisse come uno dei momenti più belli della sua vita il giorno in cui Shunsuke Nakamura, suo idolo, gli regalò le proprie scarpe al termine di uno spot per la Coppa del Mondo 2006. All’epoca Tierney aveva 10 anni e già il Celtic era tutto per lui.

Ora lo attende una nuova avventura al di là del Vallo di Adriano, nella grande Londra, nella ricca Premier League. Vedremo se avrà fatto la scelta giusta.

 

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