Obiettivo quasi centrato. Il Manchester City ha cancellato le delusioni degli ultimi dieci giorni con una prestazione vincente e convincente. Nell’insolito posticipo del sabato sera di Premier League a Wembley, Guardiola e i suoi hanno battuto per 1-3 il Tottenham. Dimenticando, almeno per una notte, la sconfitta interna contro il Manchester United e l’eliminazione dalla Champions League per mano del Liverpool. E il titolo ora è nuovamente più vicino: manca una sola vittoria per aver la matematica certezza di aggiudicarsi la Premier League 2017/18. E il prossimo impegno in casa con lo Swansea sembra poter essere quello giusto per festeggiare.

City a tre facce

L’approccio alla partita del City è stato il migliore possibile. La squadra ha imposto il proprio gioco con convinzione, diventando immediatamente padrona del campo. Nel controllo generale sono arrivati due gol e altre occasioni, frutto dell’eccellente giropalla finalizzato agli uno contro uno sulle fasce. Anche se il primo gol di Gabriel Jesus è arrivato su una situazione differente, il lancio lungo. Dopo il raddoppio dal dischetto di Gündogan il Tottenham è cresciuto e il City si è schiacciato dietro, apparendo anche impaurito dopo il gol che ha accorciato le distanze. Nell’ultima mezz’ora però è di nuovo cambiata la gara: gli Sky Blues sono riusciti a ripartire con più ordine e hanno chiuso il match, avendo anche altre occasioni per dilagare, soprattutto con Sterling, vivace ma troppo poco cinico.

Doppia cifra in Premier League per Gabriel Jesus: 10 gol stagionali.

Tottenham, il naufragio difensivo di Sánchez

Quasi tutte le occasioni della squadra di Guardiola sono state contraddistinte da errori grossolani di Davinson Sánchez, indubbiamente il peggiore in campo nell’arco dei novanta minuti. Il centrale colombiano è apparso spaesato e confuso, sia quando ha dovuto inseguire Gabriel Jesus che in fase di posizionamento. Il City ha messo a nudo tutti i suoi limiti tecnici e tattici, anche se in generale la linea difensiva del Tottenham ha disputato una gara pessima, compresi gli esterni, spesso schiacciati all’interno del campo dall’avvolgente manovra dei futuri campioni d’Inghilterra.

Sfida tra gli inglesi

In una partita disputata a un orario alquanto insolito per il calcio inglese, il sabato sera alle 20.45, sono stati due giocatori proprio inglesi che hanno offerto prestazioni discutibili: Sterling e Alli. Entrambi hanno giocato una gara sotto tono, Sterling soprattutto per le occasioni sciupate nella ripresa. Dopo aver segnato 17 reti fino a dicembre, nel 2018 è andato in gol soltanto cinque volte, una di queste nella serata di Wembley, il gol che ha chiuso il match e ha salvato la sua prestazione individuale.

Alli invece si è visto pochissimo, non ha mai inciso nel corso del match, né con la palla né senza palla, tanto che Pochettino lo ha tolto nei minuti finali preferendogli la fisicità di Sissoko per tentare una rimonta disperata che non si è concretizzata. Nel tempio del calcio inglese, i due rappresentanti della Nazionale non hanno brillato. Ma ha brillato il City, che ora vede davvero il titolo a un passo. Mentre Pochettino raccoglie i cocci dopo una sconfitta pesante.