Nel giorno in cui va in scena la seconda semifinale della Nations League, la nazionale inglese scende in campo col più glorioso dei ricordi: il 6 giugno del 1944, l’Europa assisteva allo sbarco in Normandia, annoverato tra le tappe fondamentali per la conclusione del conflitto. Cosa, tutto ciò, abbia a che fare con l’Inghilterra calcistica, è possibile apprenderlo dall’esercito britannico: molti degli eroi che combatterono nella Seconda Guerra Mondiale provenivano da squadre di calcio anglosassoni risalenti all’anteguerra.

Fra questi, spicca certamente la figura di Harry Goslin, capitano del Bolton e difensore della nazionale inglese. Difficilmente apprezzabile visto il periodo povero di documenti e recensioni, si colloca comunque tra i più grandi calciatori inglesi antecedenti al conflitto, capace di mettere a segno 23 gol in 306 presenze ufficiali. A queste non si aggiungono quelle con la maglia della nazionale, per lo più indossata durante la guerra stessa, in scontri non ufficiali.

Burnden Park, stadio del Bolton Wanderers fino al 1997

A distinguere Harry non fu solo la leadership nel rettangolo di gioco: il capitano dei Trotters spiccò anche sul campo di battaglia, ottenendo promozioni e riconoscimenti che in pochi calciatori potevano e possono vantare, nonostante i premi individuali si siano moltiplicati a dismisura nel calcio moderno.

Goslin fu fondamentale in varie campagne tanto quanto ebbe modo di esserlo sui campi di gioco: nemmeno la “guerra totale” fu in grado di tenerlo lontano dal calcio; un pallone continuamente rincorso, anche con la selezione calcistica dell’esercito in cui venne arruolato.

Fu l’unico dei calciatori del Bolton a perdere la vita durante il conflitto: si spense il 18 dicembre del ’43 dopo quattro giorni d’agonia, provocatagli dalla ravvicinata esplosione di una bomba. La sua squadra, la sua gente ed il suo popolo lo ricordano ancora, a 75 anni di distanza dallo sbarco in Normandia e a quasi 76 dalla sua morte, avvenuta in Italia, nella regione abruzzese.

Harry oggi si gode il più che meritato riposo nel Sangro River War Cemetery: un eroe, prima che un uomo ed un calciatore.