La Coppa d’Africa 2019 è stata ricca di problemi organizzativi ma forse adesso si è iniziato a trovare una certa tranquillità. Non più in Camerun ma in Egitto e non più a sedici ma a ventiquattro squadre rendendolo così il torneo africano più ampio di sempre. Passeranno dunque le prime due di ogni girone e in molti casi la situazione è già blindata, mentre per altre ci sarà ancora da soffrire.
E una di queste è proprio il Camerun che sicuro della qualificazione, in quanto iniziale squadra organizzatrice, ha preso un po’ sottogamba il proprio girone e domani dovrà giocare un vero e proprio spareggio con le isole Comore. Nella gara di andata la squadra di Amir Abdou è riuscita a ottenere un inatteso e soprendente 1-1 e nelle ultime due gare “Les Coelecantes” si sono avvicinati al secondo posto pareggiando anche con il Marocco e battendo il Malawi. Il Camerun di Seedorf parte chiaramente favoritissimo, sia per l’enorme tasso tecnico superiore rispetto agli avversari che per il fatto che giocherà in casa e avrà due risultati su tre.
Spareggio anche nel gruppo C con Burundi e Gabon che puntano a raggiungere il Mali in direzione Egitto. Orfana per praticamente tutte le partite del suo uomo migliore Pierre Emerick Aubameyang gli ultimi organizzatori della Coppa d’Africa rischiano seriamente di uscire. La sconfitta casalinga contro il Mali e la contemporanea vittoria del Burundi sul Sud Sudan ha portato le “Rondini” al secondo posto e adesso gli basterà un pareggio in casa per disputare la sua prima storica Coppa continentale.
Il gruppo D è uno di quelli più difficili da decifrare. Il Benin giocherà in casa con il Togo ed ha due punti di vantaggio sui rivali, ma occhio al Gambia. Gli “Scorpioni” allenati dal belga Saintfiet sperano in un pareggio a Portonovo, anche se per passare il turno servirà vincere nella tana dell’Algeria già con il pass staccato per l’Egitto.
Ancora una volta costretta a giocare fuori dalla propria nazione la Libia cercherà a Sfax in Tunisia di battere il Sudafrica e passare in classifica proprio i “Bafana bafana“. Periodo molto duro per il calcio sudafricano che avrebbe dovuto spiccare il volo dopo il Mondiale del 2010, ma che invece è stato affossato. Una seconda non partecipazione alla Coppa d’Africa sarebbe disastroso, soprattutto considerando l’allargamento a ventiquattro squadre del torneo e contro la Libia servirà almeno il pareggio.
Il gruppo più pazzo di tutti è il gruppo G dove nessuna è ancora qualificata e nessuna eliminata. I due Congo partono svantaggiati e con l’obbligo di vittoria mentre Liberia e Zimbabwe possono accontentarsi del pari. La Repubblica Democratica è quella messa meglio sulla carta dove a Kinshasa ospiterà la sorpresa liberiana, mentre la Repubblica avrà bisogno di una vera impresa vincendo ad Harare.
Sfida a distanza invece nel gruppo I con tutto ancora aperto per il secondo posto. Il Burkina Faso ospiterà la capolista e già qualificata Mauritania ma la vittoria potrebbe non bastare. La radiolina sarà ben accesa su quanto accadrà in Botswana con l’Angola che ha bisogno dei tre punti per essere sicura di andare in Egitto. In caso di pareggio dell’ex colonia portoghese e vittoria dei burkinabè le due squadre chiuderebbero pari punti ma a passare sarebbe la squadra con Capitale Ouagadougou.
Nessuno è ancora sicuro di passare nemmeno nel gruppo K con la Namibia leggermente avvantaggiata sulle altre. Lo Zambia, grande favorito a inizio girone, è infatti ultimo e già eliminato, e ai “Brave Warriors” basterà vincere o pareggiare in trasferta per essere sicuri del passaggio del turno. Ben altro il clima invece tra Guinea-Bissau e Mozambico con i padroni di casa che partiranno con un punto di vantaggio sui rivali e gli basterà quindi pareggiare.
Tre possibili squadre anche nell’ultimo girone, quello L, ma solo una farà compagnia all’Uganda. In casa della capolista ci andrà la Tanzania alla quale potrebbe non bastare la vittoria. Il tutto è nelle mani del Lesotho che andrà a Capo Verde per prendersi la sua prima storica qualificazione in Coppa d’Africa. Attenzione però ai capoverdini che solo dietro solo di un punto e con una vittoria potrebbero tornare nella massima competizione continentale.
Saranno tre giorni emozionanti e ricchi di partite aperte a tutti i risultati perché nessuna vuole mancare a giugno in Egitto.