La Liga Santander 2018/2019 è terminata. Il Barça è ancora una volta campione, alla fine a conquistare il quarto posto è stato il Valencia e a retrocedere inaspettatamente il Girona, insieme a due delle neopromosse. L’ultima giornata ha regalato emozioni tanto forti quanto contrastanti ai tifosi dell’Espanyol e a quelli dell’Athletic; il sogno europeo dell’Alavés è sfumato verso il finire della Liga, mentre il Getafe dovrà “accontentarsi” dell’Europa League. C’è tanto da raccontare dell’appena conclusa Primera División, proviamo a farlo attraverso le storie dell’undici rivelazione da noi stilato. L’abbondanza ci ha imposto scelte difficili in determinati reparti e abbiamo dovuto lasciar fuori a malincuore diversi calciatori rivelatisi eccellenti in questa stagione.

Ma chi sono le sorprese di questa Liga?

Partiamo dall’allenatore. Il designato non poteva essere altri che José Bordalás, tecnico e principale autore della stagione pazzesca del Getafe, premiato anche da Marca con il trofeo Miguel Muñoz come miglior allenatore della Liga. Ispirati dalla sua filosofia schieriamo il nostro undici con un classico 4-4-2:

David Soria

Pedro Porro, Djené, Hermoso, Alex Moreno;

S. Darder, S. Cazorla, Joan Jordan, Jony;

Borja Iglesias, J. Mata

Blocco Getafe

Inevitabile trovare diversi giocatori della squadra rivelazione di questa Liga. Il Getafe ha disputato una stagione impronosticabile, fuori da ogni logica per i mezzi a disposizione. I ragazzi di Bordalás si sono affidati completamente al proprio allenatore sposando una filosofia che ha poco a che vedere con quella del calcio spagnolo. Poco fraseggio, tante accortezze tattiche per un Getafe che ha giocato un calcio molto difensivo assomigliando nel suo piccolo all’Atletico Madrid di Simeone. Tra i tanti che avremmo potuto scegliere, abbiamo optato per i tre interpreti più efficienti di questo.

  • David Soria. Scelta ovvia, almeno in questa stagione. L’ex portiere del Siviglia cresciuto nelle giovanili del Real Madrid si è affermato come uno dei migliori alla prima esperienza da protagonista. Gli andalusi gli hanno preferito il ceco Tomas Vaclik e lui ha risposto a distanza difendendo la porta della seconda miglior difesa della Liga con soli 35 reti subite e trascinando il Getafe al quinto posto. A inizio stagione gli azulones lo hanno pagato 3 milioni, ora ne vale già il triplo e ha 26 anni. Il Siviglia ha perso un grande numero 1.
  • Djené Dakonam. Forse la rivelazione più bella del Getafe. Difensore centrale togolese, 27 anni e un fisico imponente, nonostante non sia altissimo. Un passato all’Alcorcón in Segunda e al St. Truiden in Belgio, prima di essere riportato nella Spagna che conta. Con grande personalità è stato l’interprete migliore di una difesa che, leggendo i nomi, non sembrava poi così insuperabile. Il muro del Getafe, pagato solo 2.5 milioni due anni fa, ora potrebbe partire per una cifra molto più alta.
  • Jaime Mata. Dai principali interpreti difensivi alla punta di diamante. Il Getafe aveva scommesso forte in questa stagione acquistando il capocannoniere della precedente Segunda División (35 gol con il Valladolid). La scommessa è stata ampiamente vinta dal club. Mata ha trovato in pochissimo tempo grande feeling sia con Molina che con Angel e ha segnato ben 14 gol in Liga, realizzando anche il sogno di esordire in nazionale, a 30 anni.

Terzini inaspettati

Fonte: okdiario.com

Preleviamo due giocatori dalle retrocesse Girona e Rayo Vallecano. Si augura a entrambe una pronta risalita in Liga, ma ci aspettiamo di vedere questi due terzini nella massima divisione già dal prossimo anno. A destra, in una seconda parte totalmente negativa, il Girona ha scoperto il classe ’99 Pedro Porro. Esterno a tutta fascia, può giocare sia da quinto da centrocampo che da quarto di difesa; le qualità si intravedono e situazione societaria ed età sono dalla sua. Chi lo prende, rischia di fare un affare.

Dall’altra parte scopriamo Alex Moreno, leggermente più grande (è un classe ’93), una delle poche note positive della stagione del Rayo. Non mostrare lacune in una difesa così disastrosa sarebbe stata un’impresa. Le difficoltà nella fase di non possesso le ha anche lui, ma a questa contrappone una grande tecnica, da esterno d’attacco. Il suo valore si è incrementato nell’arco della stagione e saremmo curiosi di vederlo all’opera in un’altra realtà di Liga.

Per somiglianza parliamo in questo paragrafo del nostro esterno sinistro. Ala dalle caratteristiche più difensive che offensive, Jony ha fatto la fortuna del Deportivo Alavés in questa stagione. Utilissimo nel svolgere la doppia fase è stato determinante con 4 gol e 11 assist, molti dei quali sono arrivati da calcio piazzato. Di proprietà del Malaga, Jony Rodríguez si era trasferito a Vitoria in prestito, soprattutto grazie alla presenza del tecnico Abelardo. Un anno dopo potrebbe cambiare destinazione, se gioca così può aspirare a qualcosa di più dell’Alavés.

Generazioni a confronto

Cazorla

Fonte: marca.com

In mediana due calciatori le cui date di nascita differiscono di 10 anni. Santi Cazorla (classe ’84) e Joan Jordan (classe ’94). Santi Cazorla non è certo una scoperta, lo conosciamo tutti. Tuttavia nessuno si sarebbe aspettato un   ritorno in campo così felice dopo un infortunio che aveva messo a repentaglio anche la possibilità di camminare. Non esageriamo se scriviamo che forse Santi è stato il miglior centrocampista della Liga. Ha unito alla sua enorme intelligenza tattica un’inaspettata forma fisica e, a casa sua, è riuscito ad esprimersi al meglio. Il risultato? 4 gol e 10 assist in Liga e un ruolo fondamentale sia nel complicato discorso salvezza sia nel cammino europeo del Villarreal. Ma soprattutto, Santi è ancora un calciatore.

10 anni di meno, ma la stessa intelligenza tattica e confidenza con il pallone. Joan Jordan è pronto per una nuova avventura. L’Eibar gli ha permesso di esprimersi con libertà e farsi le ossa in Liga, ma ormai gli sta stretto. L’interesse di Valencia e Arsenal non è casuale, Jordan ha le qualità per affermarsi a livelli più alti. Lo ha dimostrato in moltissimi palcoscenici spagnoli, e se il prezzo della clausola è quello, non avrà difficoltà a trovare una nuova squadra.

Darderismo y Panda

Espanyol

Fonte: Twitter oficial @RCDEspanyol

La coppia più funzionale del campionato l’hanno formata questi due: Sergi Darder e Borja Iglesias.

  • Darder lo abbiamo adattato esterno destro. Adattato si, perché in realtà è un centrocampista centrale, anche se con licenza di spaziare su tutta linea. La libertà concessa dal tecnico Rubi ha permesso a Sergi Darder di sentirsi a suo agio e, dopo anni di attesa, abbiamo finalmente potuto ammirare le sue qualità, quelle che insieme alle doti di finalizzatore di Borja Iglesias hanno permesso all’Espanyol di accedere alle qualificazioni di Europa League. La sua carriera è a un punto di svolta, ora sta a lui decidere se spiccare il volo o rimanere un calciatore normale.
  • Borja Iglesias. L’anno scorso, nella classifica marcatori della Segunda, era dietro solo a uno straripante Jaime Mata (33 gol), con 22 reti segnate (lo stesso numero di Raul De Tomas e Sergi Guardiola). Il suo impatto in Liga però è stato addirittura migliore dell’attaccante del Getafe. 17 gol all’esordio nella massima divisione spagnola, due in più di Griezmann. Da acquisto semisconosciuto si è trasformato nel miglior giocatore della stagione dell’Espanyol. Le sue reti sono valse la possibilità di giocare l’Europa e i catalani sono già pazzi per el panda.
  • Mario Hermoso. Il centrale più interessante di questa Liga per il rapporto età/prestazioni. Cresciuto nella cantera del Real Madrid, si è affermato con la maglia bianco-blu dell’Espanyol. Elegante e molto bravo negli uno contro uno. Alla sua stagione quasi perfetta ha aggiunto 3 gol e una presenza stabile tra i convocati di Luis Enrique. È un classe ’95 il cui valore di mercato si è impennato fino a raggiungere i 20 milioni di euro. Probabilmente il prossimo anno vestirà una maglia più prestigiosa di quella del club catalano.

Riserve sparse

Come dicevamo all’inizio i calciatori che avrebbero meritato un posto tra i titolari sono molti. Un estremo difensore che vale la pena menzionare è Neto. Il portiere del Valencia ex Juventus continua a crescere esponenzialmente e si conferma uno dei migliori portieri della Liga. Provvidenziale in tantissime occasioni, se il Valencia subisce così pochi gol molto del merito va a lui. In difesa vanno citati Diego Llorente e Laguardia autori di due ottime stagioni. Tanti esclusi a centrocampo, reparto in cui spicca l’esplosione del bético Lo Celso, ma in cui va citata anche la continuità di Marc Roca (Espanyol) e Campaña (Levante). Sugli esterni sono da sottolineare le stagioni eccellenti dei più conosciuti Oyarzabal, Sarabia e Iñaki Williams (anche se il bilbaino ha disputato tantissime gare da centravanti). In avanti invece non sorprende quasi più la dominanza di Iago Aspas (20 gol) e Stuani (19 gol); sarebbe un peccato se l’ultimo, dopo i numeri di queste due stagioni, non trovasse una nuova squadra in Liga . A Siviglia si conferma uno dei migliori Ben Yedder con 18 reti, mentre non possiamo non citare i 14 gol del 37enne Jorge Molina, compagno di reparto di Mata al Getafe.