A Valencia è stata la serata delle prime volte, ma non quelle attese. Il ritorno in Spagna di Cristiano Ronaldo da giocatore della Juventus è andato contro ogni aspettativa. Nessun gol, già una stranezza per un giocatore con 120 gol all’attivo in Champions League. E un cartellino rosso, il primo della sua carriera nella competizione più importante d’Europa. La sua competizione per eccellenza, in cui ha dominato nelle ultime stagioni.

Al Mestalla CR7 non è stato determinante sul risultato come tutti si aspettavano, ma soltanto di un’espulsione dopo mezzora di gioco. Ha ceduto il compito a Miralem Pjanic, che si è preso la responsabilità di segnare i due calci di rigore che hanno permesso alla Juventus di vincere sul campo del Valencia. Due rigori che normalmente avrebbe calciato Cristiano, che li ha potuti soltanto vedere dallo spogliatoio, tra le lacrime e la rabbia per un gesto giudicato eccessivo dall’arbitro.

Cristiano esce dal campo in lacrime, confortato da Bernardeschi.

A Pjanic la personalità non è comunque mai mancata e ne ha dato ancora una volta prova. La responsabilità di segnare quei rigori era duplice: sia per il risultato, sia perché ha sostituito l’uomo più atteso. Lo ha fatto nel migliore dei modi, con la prima doppietta in Champions League della sua carriera, timbrando una vittoria che può già rivelarsi determinante per la qualificazione agli ottavi. L’intera Juventus ha reagito all’espulsione, ma il bosniaco ha vinto la partita con la sua calma e la freddezza dagli undici metri.

La Juventus si è ricompattata, non ha subito il colpo psicologico. E ha vinto la partita anche senza l’uomo più atteso. Per Cristiano è stato il primo cartellino rosso in Champions League, una sorpresa totale, anche per lui stesso. L’episodio farà discutere, ma il dato rimane. Sul suo palcoscenico preferito, CR7 non è riuscito a lasciare il segno con il gol, ma con un’espulsione. La prima nella sua carriera in Champions. Ininfluente sul risultato finale, soprattutto grazie al terzo e al quarto gol con la Juventus in Champions di  Miralem Pjanic. A cui forse anche lo stesso Cristiano dovrà qualche ringraziamento.