Oggi inizierà ufficialmente l’avventura di Cesare Prandelli sulla panchina del Valencia. Per il tecnico di Orzinuovi l’esordio in Spagna avverrà al Molinon di Gijon contro lo Sporting. Se si guarda la classifica della Liga, la sfida tra le due compagini sembra un vero e proprio scontro salvezza: quartultima contro terzultima, entrambe con delle difese abbastanza perforate.

Prandelli, però, ha la ghiotta occasione di lasciare sin da subito il segno nella sua esperienza a Valencia. Lo Sporting è reduce da quattro ko consecutivi, dove ha messo a segno appena 2 gol e ne ha subiti ben 14. Abelardo non è mai stato messo in discussione dal club, ma adesso è sulla graticola nonostante la squadra sia abituata a lottare per non retrocedere.

Sia il Valencia che Prandelli hanno un obiettivo: il rilancio, da un lato di squadra dopo un’annata disastrosa proseguita in questo inizio stagione, e dall’altro personale visto che il quadriennio alla guida della nazionale ha stroncato la carriera di un tecnico in rampa di lancio, adesso alla soglia dei 60 anni. Prandelli ha una rosa importante a disposizione, adesso dovrà modellare il gruppo a sua immagine e somiglianza.

Grazie alla pausa per le nazionali ha avuto modo di lavorare per ben 15 giorni con il gruppo, preso in mano dopo il ko contro l’Atletico Madrid. I media spagnoli parlando di un Prandelli motivato, voglioso di far bene. In settimana il test contro le giovanili è stato positivo, e si vede già qualche spiraglio di luce.

Prandelli all’esordio dovrà battere innanzitutto la cabala: all’esordio sulla panchina del Valencia, i suoi predecessori Nuno, Neville e Pako non hanno mai vinto. Al Molinon dovrà fare a meno di Nani e c’è anche il dubbio Diego Alves: il portiere dei record ha qualche acciacco fisico, e addirittura Prandelli potrebbe lasciarlo in tribuna. In ogni caso sarà 4-3-3 con Munir al centro e la coppia Santi Mina-Rodrigo ai fianchi. Chi ben comincia è a metà dell’opera, Prandelli vuole già stupire al debutto per il rilancio della sua carriera.