Il Valencia chiude come meglio non si potrebbe la stagione del centenario conquistando la sua ottava Copa del Rey battendo con il risultato di 2-1 il Barcellona. Marcelino e i suoi ragazzi hanno saputo soffrire per poi colpire con cinismo e idee chiare in contropiede. I pipistrelli chiudono, dunque, una stagione iniziata malissimo con un trofeo alzato al cielo, una semifinale di Europa League raggiunta e un quarto posto conquistato proprio all’ultima giornata che vale l’accesso alla prossima Champions League.

La prima parte di Liga del Valencia lasciava presagire oscurità all’orizzonte. Basti pensare che nei primi due mesi e mezzo di campionato è arrivata una sola vittoria con la classifica che cominciava a preoccupare, e non poco. Le due vittorie consecutive centrate nel mese di novembre contro Getafe e Rayo Vallecano hanno probabilmente dato una scossa positiva ad una squadra caduta in una brutta depressione sportiva. Quando non si riesce a giocare come si vorrebbe e i risultati non arrivano bisogna aggrapparsi alle poche certezze che si hanno e in questo caso non possiamo non parlare di una fase difensiva che è cresciuta di livello fin dall’inizio del 2019.

Quando il Valencia ha cominciato a prendere meno gol, ecco che sono arrivati anche i risultati dando il via ad una clamorosa rimonta che ha portato alla quarta posizione conquistata proprio all’ultima giornata. Questo sblocco mentale e tecnico ha portato anche ad una semifinale di Europa League e alla vittoria di un trofeo importantissimo come la Copa del Rey. Grande merito va dato sia a Marcelino che ha saputo toccare i tasti giusti nel momento buio e sia alla società che ha creduto nel lavoro dell’allenatore spagnolo.

Se da una parte la fase difensiva ha funzionato alla grandissima nella seconda parte di stagione, dall’altra parte del campo gli attaccanti hanno faticato tantissimo a segnare con continuità. Nessuno dei 4 giocatori più offensivi è riuscito a raggiungere la doppia cifra in campionato con il capocannoniere in Liga che è stato Parejo con 9 gol. Collegandoci a questi numeri hanno avuto ancora più importanza i centri di Rodrigo e Gameiro nella finale contro il Barça. I due attaccanti titolari hanno messo in piedi numeri comunque positivi nel cammino in Copa del Rey con Rodrigo che ha realizzato 5 gol in 7 partite mentre Gameiro 3 in 9. Il Valencia è una squadra che cerca sempre di giocare un calcio molto veloce e tecnico, non a caso appena è cresciuto il rendimento di Guedes tutto il pacchetto offensivo ne ha beneficiato. Soffrendo i ritmi bassi, Parejo e compagni sono stati davvero grandiosi nel saper aspettare il Barcellona che ha tenuto il possesso della palla praticamente per tutta la partita. I contropiedi messi in atto dagli uomini di Marcelino sono stati letali con un giocatore come Soler in grado di dare sostanza ma anche di essere ficcante vicino all’area di rigore avversaria.

Questo trionfo in Copa del Rey assume ancor più significato se pensiamo che siamo nel centesimo anno di vita del Valencia. La caldissima tifoseria non poteva immaginare un epilogo più emozionante in una stagione dal finale incredibile. C’è un dato molto interessante, tanto quanto curioso, nei successi che ha ottenuto il Valencia nella propria storia. Se non fossero riusciti ad alzare al cielo questa Copa, i pipistrelli avrebbero interrotto una tradizione che li vedeva vincere almeno un trofeo per ogni decade.

In porta abbiamo ammirato un vero tifoso del Valencia immolarsi in più occasioni come Jaume Doménech. La difesa ha retto grazie al fisico e all’esperienza di due grandiosi difensori centrali come Garay e Gabriel Paulista. Sugli esterni Gayà e Wass hanno saputo difendere e allo stesso tempo aiutare i propri compagni di fascia Guedes e Soler in fase offensiva. A centrocampo la saggezza e la tecnica sopraffina di Parejo ha dato equilibrio tanto quanto la sostanza di Coquelin. Davanti non si poteva chiedere di più a Rodrigo e Gameiro che hanno aggiunto al tanto lavoro sporco e alla continua ricerca della profondità due gol pesantissimi che sono valsi un trofeo indimenticabile. Il Valencia trionfa nella notte di Siviglia, è giunto il tempo di festeggiare per una delle società più importanti di Spagna.

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Infine, ecco a voi l’ampia sintesi della finale: