Carta a sorpresa a novembre, conferma meritata a febbraio. Il percorso di Vincenzo Grifo con la Nazionale Italiana è iniziato lo scorso autunno tra lo stupore generale e per ora sembra destinato a proseguire. Roberto Mancini ha chiamato il trequartista di Pforzheim anche per le sfide contro Finlandia e Liechtenstein, dopo avergli dato la prima chance in amichevole con gli Stati Uniti a novembre. Peraltro con la maglia numero 10, una responsabilità non da poco, anche se in una squadra sperimentale. Un’esperienza che probabilmente rimarrà unica, ma dà l’idea di quanto il CT conti sul classe 1993 italo-tedesco in questa fase.

Vincenzo Grifo la nazionale se l’è meritata con le prestazioni, soprattutto a Friburgo. In Brisgovia ha sempre trovato la sua dimensione ideale, ha condotto una strepitosa stagione in Zweite da 14 goal e 15 assist (dati transfermarkt.it) nell’annata 2015/16, per poi confermarsi l’anno successivo in Bundesliga, seppur con numeri inferiori – 6 goal, ma assist in doppia cifra a quota 11. Nell’estate 2017 è passato al Borussia Mönchengladbach ma ha fatto fatica a integrarsi nel sistema di gioco, nonostante abbia offerto diversi saggi della propria tecnica. Meno è successo all’Hoffenheim, squadra in cui è cresciuto e nella quale è tornato nel giugno 2018. Soltanto per 6 mesi: da gennaio è di nuovo tornato a riabbracciare il Friburgo e Christian Streich, l’allenatore con cui ha fatto le migliori cose in carriera.

Con la squadra della Foresta Nera ha già realizzato 3 goal e 4 assist in 8 partite in questo 2019. La libertà di movimento che gli concede il CT – a patto che mantenga rigidamente la posizione sulla linea in fase difensiva – gli permette di svariare per il campo partendo comunque dall’esterno sinistro, fino a scambiarsi spesso anche la posizione con giocatori a cui piace muoversi come Haberer e Waldschmidt. Un piano molto simile a quello che Mancini vorrebbe portare in Nazionale, e che in parte ha già portato: tre attaccanti in grado di scambiarsi spesso la posizione senza dare punti di riferimento. Proprio come Grifo è abituato a fare.

L’assist di Grifo per Ginter con la maglia del Gladbach, un saggio delle qualità del nativo di Pforzheim.

Definirlo “attaccante” potrebbe sembrare forse eccessivo, visto che si tratta soprattutto di un giocatore che dà il meglio di sé sulla trequarti. Senza dubbio però sono le doti offensive piuttosto che quelle difensive a risaltare nel suo gioco. Certo crescere alla corte di Streich lo ha aiutato anche ad affinare il suo gioco in fase di non possesso, ma anche un tecnico amante dell’ordine come quello del Friburgo ha capito che per Grifo avrebbe dovuto fare uno strappo alla regola, con risultati peraltro eccellenti: in queste 8 partite è finito spesso tra i migliori del campionato.

Se la tempistica della convocazione di novembre, nel momento forse più difficile della sua carriera nei mesi recenti, aveva fatto discutere, questa volta Mancini non può essere in alcun modo criticato. Qualche ‘ma’ in più lo avrebbe destato il fatto che, quando il livello intorno si è alzato, Vincenzo Grifo ha fatto più fatica a stare al passo dei compagni. Il contesto intorno a lui però non lo ha mai favorito, né nel Borussia, dove gli veniva richiesto un lavoro molto fuori dalle sue caratteristiche, né nell’Hoffenheim, una squadra che gioca a un ritmo forsennato con una fisicità che non appartiene a Grifo. E poi andrebbe chiarito il ‘livello che si alza’, visto che nella stagione 2016/17 il Friburgo è arrivato settimo in Bundesliga. E il livello lo ha alzato soprattutto Grifo.

In Nazionale, invece, la fase di possesso è molto differente: Mancini ha iniziato un lavoro che predilige fraseggio e tanti scambi, alla ricerca della verticalizzazione giusta e del famoso “ultimo passaggio”. Quello in cui Grifo è tra i migliori della Bundesliga negli ultimi anni, come dimostrano le statistiche sugli assist di cui sopra. E probabilmente la ragione per cui il CT lo ha voluto ancora una volta in azzurro. Stavolta, però, senza discussioni: Vincenzo Grifo la maglia dell’Italia l’ha meritata sul campo con il Friburgo, giornata dopo giornata in un 2019 che spera possa essere il suo anno. Sia in Bundesliga, che con la nazionale che sognava.