Il primo verdetto della Super League 2018-19 è arrivato ed è quello più importante di tutti: lo Young Boys è campione di Svizzera. Un torneo mai in discussione con i gialloneri che sono stati dominatori assoluti fin dalle prime giornate e che vincono matematicamente con addirittura sette turni d’anticipo, un record assoluto. Il rinnovamento del Basilea, con l’acquisto di giocatori non all’altezza, e uno Zurigo troppo altalenante e mai in lotta per i primi posti hanno fatto sì che la vittoria si rivelasse più semplice del previsto. Nonostante l’enorme vantaggio Seoane è riuscito a mantenere concentrati i suoi ragazzi anche quando questo poteva risultare difficile e lo YB si è ritrovato a vincere molte partite in rimonta negli ultimi minuti con grinta e determinazione.


Il giovane tecnico arrivato in estate da Lucerna non ha fatto rimpiangere Hütter e anzi ne ha migliorato e perfezionato il modo di giocare. Squadra che gioca sempre palla a terra, fatta di un lungo possesso palla con accelerazioni improvvise e con esterni capaci di crossare in maniera precisa. Lo Young Boys si è rivelata quindi una squadra versatile in grado di modificiare il suo modo di giocare a partita in corso.
Molti i protagonisti di questa grande cavalcata, ma su tutti c’è senza dubbio l’intramontabile Guillaume Hoarau che attualmente è il capocannoniere del campionato con diciotto gol. Una stagione fantastica la sua dove è riuscito a segnare tanto e a fare da maestro ai due ottimi Nsame e Assalé, attaccanti abili nell’aprire gli spazi e a dialogare con i compagni di squadra ma ancora poco cattivi sotto porta. Strepitosa è stata anche la stagione delle due ali di centrocampo che spesso hanno fatto sembrare che la squadra giocasse con un 4-2-4 più che con un 4-4-2. Christian Fassnacht a destra e Nicolas Ngamaleu a sinistra sono stati gli uomini in più permettendo di avere un gioco diverso da quello centrale e con due esterni molto diversi tra loro. Più da corsa e cross lo svizzero, mentre il camerunense ha fatto vedere la sua grande classe abbinata a una strapotenza fisica.

I due giovani Aebischer e Sow sono stati i padroni del centrocampo garantendo qualità e quantità nonostante la loro giovane età. Non sempre perfetto il reparto arretrato ma che ha comunque visto crescere un grande talento: Sandro Lauper. Il mediano diventato centrale è stato grande protagonista soprattutto in Champions League dove si è fatto conoscere e apprezzare dalle grandi d’Europa e chissà se anche nella prossima stagione sarà a Berna. Von Bergen è stato un Capitano di grande esperienza e polso e sulla fascia sono cresciuti due terzini molto interessanti come Benito e Mbabu. La fase difensiva è ancora da rivedere, ma la spinta è di qualità e di grande forza fisica. Infine c’è il giovane poritere di casa David Von Ballmoos che ha soffiato il posto definitivamente al veterano Wölfli e, nonostante qualche sbavatura, si può ritenere soddisfatto della sua prima vera stagione da numero uno.


Il secondo titolo consecutivo è arrivato e ora lo Young Boys sta già programmando il futuro per poter confermare la propria presenza tra le magnifiche trentadue d’Europa e chissà che con un girone più abbordabile non possa stupire anche nel Continente. Ma intanto c’è solo da festeggiare perché per la tredicesima volta nella sua storia lo Young Boys è campione di Svizzera.