Scaramanzia o forse programmazione: il Real Madrid di nuovo in Canada tre anni dopo. Non ci sarà Isco, ma ci sarà Zidane, quello che ha premuto di più per fare ritorno in terra canadese. Non è solamente il luogo del ritiro di della stagione 2016/17, ma una base per costruire al meglio il proprio anno, che dopo gli ultimi risultati deve essere per forza quello del ritorno al successo. Ma perché proprio il Canada? Nel 2016 la squadra viaggiò a Montreal e trovò davanti a sé una situazione ideale: il bilinguismo anglo-francese era molto gradito sia dai giocatori che dall’allenatore per ovvie ragioni e soprattutto il clima attorno alla squadra era di enorme calma.

Rispetto a quanto accaduto successivamente in California, dove migliaia di tifosi accompagnavano la quotidianità madridista, in Canada la squadra era perfettamente rilassata e concentrata sull’allenamento. Si dice che davanti all’albergo non ci fosse alcun tifoso e che i calciatori fossero perfettamente isolati dallo stress e dalle pressioni che una piazza come quella del Real sottopone di suo durante la stagione. Insomma, un contorno perfetto per creare un Real di nuovo vincente: nella stagione 2016/17 arrivarono il successo in Champions più quello in Liga, unica vinta da Zinedine Zidane, a differenza delle altre due stagioni in cui non ci fu spazio per titoli nazionali.

Ed è per questo che l’estate successiva non fu molto gradita la scelta di andare a San Francisco, totalmente opposta rispetto alle città canadesi. Zidane accettò per non contrastare la società ma il suo desiderio era quello di tornare ancora in Canada. Di lì ci passerà quest’anno con una rosa rifondata e ancora da amalgamare, un processo che l’allenatore francese non ha mai dovuto fare e che per questo avrà bisogno di tempo e calma. Condizioni che, scaramanzia o meno, forse può trovare solamente in Canada.