Neanche l’esonero di Unai Emery è riuscito a dare la scossa che serviva alla situazione: con Mikel Arteta, idolo di sempre della tifoseria, l’Arsenal non è stato in grado di trovare la continuità di cui ha disperatamente bisogno per tentare la rincorsa alle altre grandi della Premier League.

Fatta eccezione per la vittoria per 2-0 contro il Manchester United nella prima partita giocata nel nuovo anno, questo campionato sta regalando pochissime gioie ai Gunners, decimi in classifica e con una difesa non sempre impeccabile. Il sintomo più evidente della grande instabilità che si vive ormai da troppo tempo lo regala proprio il campo: in 22 partite giocate l’Arsenal ha pareggiato per 10 volte, più di qualsiasi altra squadra in questa stagione. Per di più, nella maggior parte dei casi i londinesi sono stati costretti a ribaltare lo svantaggio, anche contro avversari sulla carta molto abbordabili come accaduto contro il Bournemouth, il Norwich e il Southampton.

Distrazione, difesa poco amalgamata, mancanza di grinta: tutti questi fattori negativi hanno contribuito a destabilizzare l’ambiente Arsenal, delicato e in precario equilibrio da quando sulla panchina sedeva Arsène Wenger. Il suo successore non è stato ancora trovato e, proprio come successo allo United nel post Sir Alex Ferguson, la ricerca spasmodica di qualcuno che possa ripercorrere le orme gloriose del francese sta ulteriormente danneggiando una squadra che avrebbe soltanto avuto bisogno di tranquillità per ripartire da zero, ricostruirsi e avviare un nuovo ciclo.

Sarà difficile per i Gunners riuscire a risalire una classifica che al momento non regala nessuna soddisfazione. Il sesto posto, quello che garantirebbe almeno l’Europa League, non è eccessivamente distante, ma per raggiungerlo ci sarà bisogno di superare la concorrenza di avversari modesti ma dal grande carattere, come il Wolverhampton o il Crystal Palace, che intanto si tiene a debita distanza con il punto conquistato nel primo derby londinese del 2020.

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