È stato un turno pieno di sorprese nel Brasileirão, a conferma di un momento di grande equilibrio sia in vetta – con sei squadre in 3 punti – sia in coda.

Le inattese sconfitte esterne di Internacional e Flamengo rinvigoriscono le ambizioni di San Paolo, Vasco, Palmeiras e soprattutto dell’Atlético Mineiro, potenziale capolista (deve recuperare la gara contro l’Athletico Paranaense) e ancora molto attivo sul mercato in cerca dei rinforzi richiesti da Sampaoli: si parla di nomi importanti, su tutti Sebastián Villa del Boca, Nahuel Bustos del Talleres, Edu Vargas (attualmente al Tigres) e il 18enne Juan Manuel Cuesta, centrocampista offensivo dell’Independiente Medellín.

 

POCO SPETTACOLO A CURITIBA

Con 32 derby da disputare in 38 turni, è un fatto statistico che ce ne sia almeno uno per ogni giornata.
Il confronto più atteso del weekend era l’Atletiba di Curitiba tra l’Athletico Paranaense e il neopromosso Coritiba, che mancava nel Brasileirão dal 2017.
Le due squadre non attraversano un buon momento – entrambe hanno già cambiato allenatore e si trovavano in zona retrocessione prima della partita – e lo spettacolo in campo non è stato dei migliori: poche occasioni da gol e sfida decisa al 12’ in favore del Furacão da un bel tiro sotto l’incrocio al di Fabinho, centrocampista offensivo classe ‘99 al primo gol tra i professionisti.

Preoccupante l’incapacità di reagire da parte del Coritiba, che ha prodotto la miseria di 0,08 xG centrando la porta in una sola occasione, con un tiro deviato da 30 metri di Matheus Bueno a fine primo tempo.
Il Coxa è riuscito a segnare solo in 4 partite su 10 e, su 7 gol, 3 sono arrivati nel pazzo 3-3 contro il Goiás e altrettanti su calcio di rigore; il giovane centravanti Igor Jesus (espulso nel finale) è ancora a secco e non sembra pronto per giocare a questo livello, per cui la pericolosità offensiva poggia quasi completamente sulle spalle dell’esterno Robson, il migliore per passaggi-chiave (1.7 p90) e tiri (1,6), oltre ad aver segnato 2 dei 4 gol su azione della squadra.

Come se non bastasse, nelle ultime ore è scoppiato un caso intorno all’attaccante Sassá, fotografato in una festa dopo la partita: la dirigenza non ha gradito e, invocando la giusta causa per infrazione della quarantena, ha deciso di terminare immediatamente il prestito del giocatore, che torna al Cruzeiro dopo aver segnato 4 gol (3 nel campionato Paranaense, uno nel Brasileirão) in 18 partite.

 

L’IMPORTANZA DELLA BARRIERA

Il ruolo dei portieri porta con sé il particolare peso specifico dei propri errori, inevitabilmente più evidenti rispetto a quelli dei giocatori di movimento, e chi conosce il calcio ha imparato per questo motivo a non “crocifiggerli” quando sbagliano.
In alcuni casi, però, gli errori nascono non da limiti tecnici, ma da decisioni apparentemente contro la logica e, pur considerando le difficoltà nel doverle prendere in pochi istanti, non si può fare a meno di chiedersi cosa sia passato per la testa di chi ha sbagliato.

È questo il caso di Tiago Volpi, che sabato sera, al 91’ del derby contro il Santos che avrebbe potuto portare il San Paolo, in vantaggio per 2-1, momentaneamente in testa alla classifica, con Marinho pronto a battere un calcio di punizione da circa 25 metri, ha ordinato con ampi cenni alla barriera di farsi da parte.
Che sia stato per veder partire il pallone o per uno slancio superomistico, il risultato è stato il peggiore immaginabile: Marinho ha calciato dritto per dritto proprio dove avrebbe dovuto trovarsi la barriera e Volpi, peraltro posizionato in modo discutibile, è stato ingannato dal rimbalzo del pallone e lo ha visto infilarsi proprio al centro della porta dopo un suo goffo tentativo di intervento.

La partita lascia comunque buone sensazioni circa il lavoro di Fernando Diniz, la cui squadra sta sopperendo bene all’assenza per infortunio di Dani Alves grazie a un ritrovato Hernanes e all’inserimento di Gabriel Sara, centrocampista offensivo di 21 anni che, al di là della doppietta, non spicca per capacità realizzative o per creatività ma è intelligente nei movimenti senza palla, ordinato in fase di possesso e prezioso in fase difensiva nel ricomporre un centrocampo a 4 partendo da esterno destro a piede invertito.
Diniz, accanito sostenitore del pressing alto e della riconquista immediata del pallone, sarà rimasto soddisfatto in particolare dall’azione del primo gol, in cui lo stesso Sara ha attaccato vigorosamente il centrale santista Luan Peres strappandogli il pallone e superando il portiere João Paulo in uscita con il piattone.

UNA MACCHINA DA GOL

Nel terzo e ultimo derby di giornata, tra Botafogo e Vasco, i padroni di casa hanno creato di più (25 tiri a 14, 2.75 xG contro 1.85) ma sono usciti sconfitti nonostante la doppietta del centravanti Matheus Babi, 23enne acquistato dal Macaé dopo aver segnato 4 gol in 6 partite nel campionato Carioca e calatosi sorprendentemente bene ai massimi livelli nazionali.
Alto un metro e 9, Babi non solo è bravo a sfruttare il fisico nella protezione del pallone e nel gioco aereo, ma se la cava piuttosto bene anche dal punto di vista tecnico, fornendo sponde e filtranti di qualità ai compagni; inoltre è veloce, soprattutto in allungo, e calcia con discreta forza e precisione anche dalla distanza, come in occasione del gol dell’1-1.
Il titolare sulla carta sarebbe Pedro Raúl, ma a questo punto la concorrenza è aperta.

Dall’altra parte invece non ci sono dubbi: Germán Cano è il protagonista indiscusso dell’ottimo inizio di stagione del Vasco, che ben pochi immaginavano coinvolto nella lotta al vertice.
Cano è giunto in Brasile a 32 anni dopo aver segnato valanghe di gol in Colombia, e non ha sofferto affatto il cambio di contesto: nelle sue prime 23 partite con la maglia del Gigante da Colina ha realizzato 16 gol, tutti dall’interno dell’area di rigore e buona parte dei quali da animale dell’area di rigore, rubando il tempo ai difensori grazie al proverbiale “senso del gol” e concludendo con un solo tocco o al più dopo un primo controllo orientato in preparazione al tiro.

La settimana scorsa la FIFA gli ha dedicato un post su Twitter, definendolo una “macchina da gol”.

CRISI Timão

Dopo l’esonero di Tiago Nunes, non c’è pace per il Corinthians – momentaneamente guidato da Dyego Coelho, allenatore dell’u-20 – che ha perso anche contro il Fluminense e si ritrova quartultimo a pari punti con Botafogo e Bahia, contro cui giocherà mercoledì sera senza , squalificato per due turni con la prova TV per aver spinto in modo particolarmente vigoroso sulla schiena il difensore del San Paolo Diego Costa durante un’azione di gioco nel match di settimana scorsa.
Una decisione che, a rivedere le immagini, appare piuttosto discutibile, e che colpisce un ambiente già fortemente sotto pressione da parte dei media e soprattutto dei tifosi, alcuni dei quali hanno circondato la squadra all’aeroporto, minacciando e insultando i calciatori.

Per quanto riguarda il Flu, il tema caldo è la sostituzione di Evanílson, ceduto al Porto: il l’impressione è che si vada verso l’adattamento come centravanti dell’ala 19enne Marcos Paulo, che domenica in quel ruolo non ha convinto ma potrebbe avere il potenziale fisico e tecnico necessario.
In rosa c’è anche Fred, che però a 39 anni non può essere la prima opzione, anche per i sempre più frequenti acciacchi, e quindi si parla di possibili arrivi dal mercato, in particolare di William Pottker, ai margini dell’Internacional dove, in tre stagioni, ha segnato 26 gol in 102 presenze.

Per il momento, comunque, Hellmann può godersi la forma smagliante dell’altro classe ‘81 Nenê, ancora decisivo con una doppietta: prima con una zampata di sinistro da terra, poi su rigore nel finale.
Nenê ha esordito nel Brasileirão nel 2002, che è anche l’anno di nascita di Lucas Calegari, una delle più belle rivelazioni di questo inizio di campionato.
Dopo aver giocato principalmente come centrocampista nelle giovanili del club, Calegari sta trovando continuità nel ruolo di terzino destro dopo la cessione di Gilberto al Benfica, superando Igor Julião nelle gerarchie e rendendo meno impellente la ricerca di un nuovo rinforzo (si parla con insistenza del peruviano Luis Advíncula).
Il 18enne è stato eletto migliore in campo dai tifosi nella gara contro il Corinthians, in cui è stato molto solido difensivamente (10 duelli vinti su 13 e 3 ) e brillante in fase offensiva, con 3 passaggi-chiave, 3 dribbling riusciti su 4 e 25 passaggi completati su 28.

La sua interpretazione moderna del ruolo lo spinge spesso a entrare “dentro il campo” per fungere da centrocampista aggiunto, e nonostante la giovane età possiamo già definirlo un progetto di grande giocatore per capacità tecniche e atletiche, pronto a disputarsi con Yan Couto la fascia destra della Seleção che verrà e perpetrare la grande tradizione dei terzini brasiliani.

PORTIERE GOLEADOR

La retorica circa l’unicità del calcio sudamericano sconfina troppo spesso nel sensazionalismo, ma vi sfido a trovare nel 2020 un altro campionato di primo piano in cui a un portiere venga concesso di tirare i calci piazzati.
Ci ha pensato Jean, dell’Atlético Goianiense, a spezzare un’astinenza che, dopo i 103 gol in 22 stagioni di Rogério Ceni, durava dal 2018, quando l’attuale portiere dell’Atlético Mineiro Éverson aveva segnato al Corinthians con la maglia del Cearà.

Per essere precisi il gol di Jean non è arrivato direttamente da calcio di punizione: il tentativo da fermo si è infranto sulla barriera, ma sulla respinta il 24enne è stato lucido nel coordinarsi e ribattere con forza di mezzo esterno, approfittando del posizionamento imperfetto del collega avversario, mossosi per intervenire sulla conclusione precedente.

Purtroppo per lui non ha potuto celebrare a dovere il primo gol da professionista, dato che ha preferito non esultare per “rispetto” al Bahia, dove ha svolto tutta la trafila delle giovanili fino alla prima squadra.

Novità dal mercato

Bel colpo dell’Athletico Paranaense, che ha acquistato dall’Atlético Goianiense il fantasista Jorginho, autore di un buon inizio di campionato con 2 gol segnati, tra cui lo splendido tiro a giro contro il Flamengo.
I problemi sono iniziati quando, dopo aver saputo che non avrebbe giocato titolare contro il Fluminense, si è rifiutato di partire con la squadra; da allora l’allenatore Vágner Mancini lo ha messo fuori rosa, forzandolo di fatto a lasciare il club in cui ha giocato 129 partite nell’arco di sette stagioni, intervallate da un paio di parentesi esotiche in Corea del Sud e Arabia Saudita.

Per quanto riguarda le uscite, pare che Léo Sena sia vicino ad abbandonare l’Atlético Mineiro per trasferirsi in prestito allo Spezia.
Il 24enne era stato richiesto fortemente da Sampaoli, ma gli è bastato qualche mese per finire ai margini della rosa, sopravanzato da Jair e Alan Franco al fianco dell’irrinunciabile Allan.
Sena dovrebbe arrivare come alternativa a Matteo Ricci, ma per quanto fatto vedere lo scorso anno nel Goiás – è stato il centrocampista con più dribbling completati e più falli subiti del campionato – ha le qualità per ben figurare anche in Italia.

Torna la Libertadores

Dopo sei mesi di pausa, stanotte riprenderà anche la Copa Libertadores, in cui sono impegnate ben sette squadre brasiliane.
La prima a scendere in campo sarà l’Athletico Paranaense, che affonterà i boliviani del Jorge Wilstermann, senza partite ufficiali dal 14 marzo, mentre il Santos giocherà contro l’Olimpia di Asunción, terzo nel campionato paraguayano.

Domani sarà la volta del Palmeiras, contro l’altra squadra boliviana del Bolívar – anch’essa ferma da marzo -, dell’Internacional (contro l’América de Cali, reduce dalla finale di Supercoppa persa contro l’Atlético Junior) e del Grêmio, che trova l’Universidad Católica, capolista in Cile.

Giovedì infine vedremo il big match di giornata tra San Paolo e River Plate, che oltre a non scendere in campo da sei mesi dovrà fare a meno di Quintero (al momento a Miami in attesa di definire il proprio futuro) e l’interessante sfida tra Independiente del Valle e Flamengo, di nuovo faccia a faccia dopo la Recopa Sudamericana giocata a febbraio.