Manuel Neuer non è pronto al pensionamento anticipato ed il Bayern non vuole affatto privarsene. Attraverso una nota diramata sul proprio sito ufficiale il club bavarese ha annunciato di aver prolungato fino al 2023 il contratto del portiere tedesco.  Alexander Nübel può aspettare quindi. Il giocatore dello Schalke, che arriverà a Monaco al termine del proprio contratto ed etichettato come ‘prossimo Neuer’, potrà crescere proprio insieme ad uno dei maestri di questo ruolo. Ma non è sempre stato così. Per entrare nel gotha dei migliori portieri della storia il numero 1 della nazionale tedesca ha dovuto rivoluzionare totalmente la precedente concezione di estremo difensore.

Le uscite alla Neuer

Il tratto distintivo del portiere del Bayern Monaco è sicuramente quello di anticipare l’attaccante avversario anche a costo di allontanarsi svariati metri dalla propria porta. Questa pratica gli è attribuita a tal punto che nel tempo è stata coniata l’espressione “uscita alla Neuer“. Oggi siamo abituati a sentire ripetere questa frase in ogni telecronaca ma solo sette anni fa era inimmaginabile. La rivoluzione messa in atto dall’estremo difensore della Mannschaft parte proprio da qui ed arriva a destinazione con l’approdo di Pep Guardiola sulla panchina bavarese. Il tecnico catalano ha accentuato ancor di più questo aspetto del gioco di Manuel Neuer, fino quasi ad esasperarlo. Il numero 1 del Bayern verrà sempre riconosciuto come il primo ‘portiere-libero’ della storia. Ovvero, un giocatore capace di difendere i pali, anticipare l’avversario ed impostare l’azione dalla retroguardia.

Neuer

Fonte foto: Alex Livesey by Getty Images

Il portiere bravo con i piedi

Altro merito, che in questo caso dobbiamo attribuire più a Guardiola che non allo stesso Neuer, è quello di aver migliorato la visione di gioco e la qualità dei passaggi lunghi nel corso della carriera. Pep ha sempre ricercato un portiere che fosse bravo ad iniziare l’azione. Il numero 1 del Bayern non è certamente l’unico con cui è riuscito a lavorare su questo fondamentale, anzi probabilmente è Claudio Bravo il portiere che ha dato più soddisfazioni da questo punto di vista. Però questa ricerca ossessiva – oggi sono pochissime le squadra senza un ‘portiere-libero’ – è iniziata grazie al tedesco. È lui ad averla portata alla ribalta mediatica. Quando nel 2015 arrivò tra i primi tre candidati per il Pallone d’Oro era chiaro che la rivoluzione avesse preso piede in tutto il mondo del calcio. Purtroppo non vinse quel meraviglioso riconoscimento ma questo non sminuisce il lavoro incredibile compiuto da un giocatore che si è consacrato cambiando per sempre il modo in cui era percepito il ruolo del numero 1.