Non c’è risveglio, non c’è riscatto: il Peñarol vive un incubo in campo internazionale dove proprio non sa esprimersi né sbloccarsi. Il girone della scorsa Copa Libertadores poteva essere considerato un gravissimo flop ma l’avventura in Copa Sudamericana interrotta già al primo turno dopo la sconfitta di questa notte è stata, se possibile, ancora più drammatica.

In campo si è vista anche una squadra giocare un buon calcio ma nei momenti clou il Peñarol non è riuscito a trovare quella forza e quella grinta che lo hanno contraddistinto nella sua storia: capita dunque che dopo tante occasioni create in attacco il difensore Perg scivoli davanti al portiere e regali a David Mendieta la palla del parziale 0-1.

La reazione arriva ma trova i suoi effetti troppo tardi: il gol di Bressan allo scadere non basta per evitare l’ennesima figuraccia di un 2016 privo di soddisfazioni. La mano del Polilla Da Silva si è vista solo in parte ma cominciare con un’eliminazione contro un avversario rispettabile ma ampiamente alla portata come lo Sportivo Luqueño è un’immediata macchia nera in questa nuova avventura.

Il Peñarol ha giovani su cui costruire il proprio futuro, ha uno stadio nuovo che rappresenta il miglior impianto del paese e che ha il solo problema di trovarsi un poco distante da Montevideo, e ha la possibilità di qualificarsi alle coppe internazionali vista la poca competitività delle rivali in campionato.

Bisogna ripartire da qui per provare il prossimo anno ad evitare di inceppare in queste situazioni: il tifo del Manya non ha gradito questo ennesimo ‘fracaso‘ internazionale e adesso solamente con il campionato potrà trovare la sua magra consolazione.

Resta l’amaro in bocca per una coppa che poteva riservare qualche sorpresa interessante a lungo andare, rimane il dispiacere di aver interrotto il cammino così presto ed essere caduti al primo ostacolo.