Emil Forsberg ed il Lipsia, una storia che potrebbe finire in questa sessione di calciomercato. Andiamo a scoprire le caratteristiche di questo ragazzo e cosa potrebbe aggiungere alla sua nuova squadra.

Forsberg, assist al servizio della squadra (a cura di Saverio Fattori)

Emil Forsberg sembra essere sempre più vicino a lasciare il Lipsia per provare una nuova avventura. L’attaccante svedese potrebbe andare a giocare in Italia? Possibile, considerando che sul giocatore è forte l’interesse del Milan. I rossoneri, infatti, vogliono acquistare la giovane punta per formare una coppia offensiva completamente nuova insieme al portoghese André Silva. Nel nuovo ciclo milanista, cosa potrebbe dare Forsberg ad una squadra che vuole tornare al vertice del campionato italiano? Sicuramente una duttilità dal momento che il giocatore può occupare tutti i ruoli del reparto offensivo anche se preferisce partire da sinistra per poi rientrare sul suo piede forte, il destro. Montella, qualora potesse lavorare con Forsberg, si troverebbe in rosa un giocatore con poca capacità realizzativa (solo otto goal con la maglia del Lipsia) ma una capacità naturale nel mandare i propri compagni in porta (nella stagione appena conclusa ha totalizzato ben ventidue assist vincenti). Questa caratteristica ha del paradossale visto che le qualità tecniche non mancano al ragazzo che però preferisce far segnare piuttosto che cercare la gloria personale. Venticinque anni e la possibilità di confermare quanto fatto nel Lipsia con un’altra maglia; il Milan ci prova con la consapevolezza che Forsberg è un attaccante non da venti goal ma da venti assist a stagione.

Il talentino di Sundsvall è diventato grande (a cura di Matteo Albanese)

Non tradisca la giovane età. Sono 25 le primavere di questo talentuosissimo classe ’91, uscito dall’academy del GIF Sundsvall in punta di piedi. Era il 2009, e in squadra con lui c’era anche Linus Hallenius: il confronto oggi è impari, ma è carino pensare che Emil sia solo un Linus più concentrato e che dunque ce l’abbia fatta. Del resto la sua personalità è uno degli aspetti chiaramente più evidenti anche e soprattutto in campo: la classe, quella tecnica sopraffina che l’Europa ha imparato ad apprezzare in particolare nell’Euro Under21 a Praga. Era il 2015, e la notte dell’Eden Aréna non consacrò soltanto una delle tante stelle della formazione di Ericson. Piuttosto, consegnò al Lipsia un gioiello da accudire, un prospetto da svezzare, un diamante da smussare: se n’era innamorato a gennaio, il Leipzig, ma si può dire che dopo quell’Europeo Emil sia tornato in Germania con ottime referenze. Dalla Zweite Liga alla Bundesliga il passo è breve, e col suo RB il salto di qualità è stato agevolmente compiuto. Quel che ne segue, è pura poesia che il collega Saverio ha avuto modo di raccontarvi per filo e per segno in questa stagione. Nella favola Lipsia uno dei volti è il suo, in concomitanza con Naby Keita (e non è un caso che siano i due pezzi più pregiati della premiata boutique sassone). Fu pagato soli 3,5 milioni dal Malmoe, e a chi gli imputa un tradimento al calcio svedese risponde con un mix di tipica umiltà scandinava e sfacciatezza zlataniana: “Se la gente pensa che io sia stupido perché ho scelto questo, non ci darei troppo peso”. Signori, Emil Forsberg è anche questo. Prendere o lasciare…