Sorriso sbarazzino del tipico adolescente, appena diciannovenne (nato il 10 novembre 1999), con l’apparecchio ai denti. Un ibrido tra l’artista di strada e il cantore di fado. Il suo nome è João Félix Sequeira e le sue lacrime a ridosso del 54′ ieri al Da Luz – quando cioè il Benfica conduceva per 3-1 sull’Eintracht e il giovane nato a Viseu aveva realizzato tripletta – resteranno impresse per molto. Il derby tra Águias, Encarnados portoghesi contro i tedeschi dalle tante c diacritiche (Kostić, Rebić, Jović, a cui s’è aggiunto Gaćinović a partita in corso), l’ha deciso proprio Félix, che semmai di tratti prosodici ha solo un accento circonflesso nel nome e uno acuto nel cognome. Udite udite, il giovanotto ha rotto un record di Eusébio: la Pantera Negra ventenne segnò tre reti in Coppa dei Campioni 1962 agli svedesi dell’IFK Norrköping, Félix ha fatto lo stesso contro l’Eintracht ma a diciannove. Inoltre, João è il primo portoghese a segnare una tripletta in una competizione europea col Benfica dopo António Pacheco nel 1992.

In tutto questo, Luís Filipe Vieira si lecca le dita: Félix con ogni probabilità sarà la prossima cessione a peso d’oro, il suo contratto scade nel 2023 e la clausola recita 120 milioni di euro. Si parla già di destinazioni: Pep Guardiola lo alternerebbe al 33enne David Silva (e al connazionale Bernardo), lo United di Solskjær e il Barcellona sarebbero sulle sue tracce, la Juventus vuol farne l’erede di Cristiano Ronaldo e il Real Madrid vede in lui le stigmate proprio dell’asso portoghese salutato l’estate scorsa. Le referenze sul suo conto, poi, sono ottime. Vieira lo descrive «dotato di una tecnica incredibile, veloce, molto intelligente e con grandi valori». Geovanni non vedeva un calciatore così talentuoso da tempo. Mourinho beccò la stampa quando paragonarono Félix e l’altro ‘adolescente brilhante‘ – Bruno Fernandes – a CR7. Ancora, Domingos Paciência lo paragonò a Deco spiegando che i 120 milioni di clausola li varrebbe già oggi. Nuno Gomes ha predetto a Félix un gran numero di partite con la nazionale portoghese. Fernando Santos ai giornalisti aveva risposto «se non pensassi che sia fantastico, pensi che sarebbe qui?». Jorge Jesus colloca Félix tra Kaká e Rui Costa, che a sua volta vede nel classe ’99 un diez moderno, che difficilmente resterà a Lisbona, pensiero condiviso da Zoran Filipović: «Já vale muito dinheiro». Toni infine invitò il Benfica a seguire l’esempio di Renato Sanches, vendendo non solo Félix ma pure Florentino e Gedson Fernandes a buon prezzo.

Calcisticamente João Félix è cresciuto a Seixal, ma cominciò a giocare a quattro anni. A otto militava a Os Pestinhas, a nove fu acquistato dal Porto, nel 2014 andò in prestito al Padroense e l’anno dopo – nell’estate 2015 – colpì il massimo sgarbo. Il suo allenatore a Oporto, Bino, disse che da Lisbona offrirono più soldi e Félix tradì i Dragões grazie al dirigente benfiquista Armando Carreiro, il quale portò a Seixal pure il fratello di João, Hugo Félix, che il 24 marzo scorso ha deciso il derby di leva 2004 contro lo Sporting. In ogni caso al Benfica Félix passò sotto la guida di João Tralhão che lo impiegò come attaccante, puntualizzando «ma può essere sia un 9 che un 10 o un falso nueve, può apparire ovunque, nella creazione di gioco come nell’ultimo passaggio o nella finalizzazione». Nell’ambiente familiare del Campus, Félix ha bruciato le tappe: il 17 agosto 2016 divenne il più giovane debuttante nella storia della seconda squadra benfiquista, l’8 agosto 2018 ha debuttato all’Estadio do Bessa Sèculo XXI e il 25 agosto al Da Luz segnava il primo gol, nel sentitissimo derby contro lo Sporting. Con Rui Vitória giocò solo quattro volte, negli ultimi mesi targati Bruno Lage è arrivato il boom: oggi 15 reti e 6 assists su 36 caps in tutte le competizioni.

Quando ricevette la convocazione in nazionale era in salotto col pigiama e la sera prima aveva giocato fino a tardi contro la Dinamo Zagabria. Quando segnò al Porto, disse – emulando l’esultanza di Mbappé – che non si trattava del suo gol più speciale. Oggi ha vinto il premio di rivelazione dell’anno, ha risposto alle previsioni di un futuro alla Ronaldo («veremos no final da carreira») e ha definito pazzesca la sua clausola, ridendo: «Quanto valho? Dois milhões está bom!». Due milioni sono pochi, per i suoi 180 cm e i suoi 64 kg di peso. Due milioni sono niente, pensando che ieri sera Félix segnò una tripletta in Europa League sotto la colonna sonora di ‘You give love a bad name‘ dei Bon Jovi.

Benfica (4-4-1-1): Vlachodimos; Corchia (dal 66′ Pizzi), Rúben Dias, Jardel, Grimaldo; Rafa Silva (dal 60′ Seferović), Fejsa, Samaris (dall’85’ Živković), Cervi; Gedson Fernandes; João Félix. All: Bruno Lage. A disp: Svilar, Ribeiro, Florentino, Jota.
Eintracht Francoforte (3-5-2): Trapp; Abraham, Hinteregger, N’Dicka; da Costa, Hasebe, Rode (dall’85’ Gaćinović), Gelson Fernandes, Kostić; Rebić (dal 68′ Paciência), Jović (dal 60′ de Guzmán). All: Hutter. A disp: Ronnow, Falette, Willems, Torró.
Reti: 21′ rig., 43′ e 54′ João Félix, 40′ Jović, 50′ Rúben Dias, 72′ Paciência. Ammoniti: Samaris (B), Jović, Rebić (E). Espulso: N’Dicka (E) al 20′. Arbitro: Taylor (Inghilterra).