Danimarca e Lettonia, queste le due amichevoli disputate dalla Germania in vista dell’Europeo. L’esordio sarà il prossimo quindici giugno contro la Francia in una sfida per nulla semplice. I ragazzi di Low arrivano a questo appuntamento con sensazioni tutto sommato positive nonostante il pareggio contro Poulsen e compagni (test sicuramente più impegnativo rispetto a quello di ieri sera). La prima buona notizia è sicuramente il recupero di Gundogan, giocatore fondamentale sia per la sua capacità di aiutare il reparto difensivo sia per l’abilità nell’accompagnare puntualmente la fase offensiva. Andiamo ad analizzare nel dettaglio cosa funziona in una nazionale al suo ultimo appuntamento sotto la gestione Low.

Germania, dal modulo al ritorno di Muller

Contro la Lettonia, test non troppo indicativo considerando il valore dell’avversario, abbiamo visto probabilmente l’undici titolare della Germania. Un 3-4-3 molto camaleontico; a seconda della situazione, infatti, il modulo può diventare 5-3-2 con l’abbassamento dei due esterni (ieri Gosens e Kimmich) o un 3-4-2-1 con le tre punte a scambiarsi continuamente la posizione. Un sistema di gioco in cui tre giocatori su tutti avranno un ruolo fondamentale: Hummels che dovrà mettere in campo tutta la sua esperienza per guidare il reparto arretrato e la coppia del Bayern Monaco Kimmich-Muller. Il numero sei partirà come esterno ma lo vedremo spesso entrare dentro al campo per usare tutte le sue qualità negli ultimi venticinque metri; il classe 1989, invece, verrà utilizzato molto spesso nella posizione di falso nueve in modo tale da garantire maggiore equilibrio al resto della squadra.

E Werner? L’attaccante del Chelsea, reduce da una stagione non proprio brillantissima in zona gol, nelle prime due gare potrebbe partire dalla panchina. L’ex Lipsia, entrando a gara in corso, può essere determinante visto la capacità di portare fuori posizione i difensori avversari favorendo l’inserimento dei compagni. Il problema di questa nazionale riguarda una fase difensiva non sempre impeccabile e il fatto di prendere sotto gamba l’avversario come contro la Macedonia. Questo rischio non dovrebbe verificarsi visto la difficoltà del girone ma, alla fine, solo il campo darà il verdetto definitivo.