Il rapporto idilliaco tra Marcelo Bielsa e il ‘suo’ Leeds si era incrinato da diverso tempo ma dopo la sconfitta con il Tottenham è terminato ufficialmente, al suo posto i Whites hanno scelto Jesse Marsch. Il Loco è atterrato in Inghilterra nel luglio del 2018 e dopo un anno di apprendistato in Championship è riuscito a riportare il Leeds in Premier League, a 16 anni di distanza dall’ultima volta. L’annata del grande ritorno è stata, se possibile, ancora più emozionante ed è terminata con un incredibile nono posto. Tutto faceva presagire che i Peacocks fossero pronti diventare una realtà solida del campionato inglese, una squadra da colonna di destra della classifica si intende, ma con poche preoccupazioni per una possibile retrocessione.

La realtà però è ben diversa dalle supposizioni e sono diversi i fattori che hanno contribuito all’orribile posizione in classifica del Leeds, virtualmente 18esimo. La dirigenza ha capito che lo spettro della Championship è una presenza costante nello spogliatoio e ha puntato su un allenatore che anche in caso di retrocessione avrebbe garantito progettualità e stabilità. Non è un caso che Jesse Marsch abbia firmato un contratto che lo lega al club fino al 2025. Ma i problemi di Bielsa sono gli stessi che dovrà affrontare il tecnico statunitense e proveremo ad analizzarli nel resto dell’articolo.

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Uno dei primi scatti di Jesse Marsch come allenatore del Leeds. Fonte: George Wood/Getty Images

Leeds, una campagna acquisti incompleta che ha complicato la vita a Bielsa

Nell’estate del 2021 la società di Andrea Radrizzani aveva come obiettivo quello di allungare la rosa ma non è riuscita a farlo, o almeno non del tutto. I dirigenti hanno riscattato Jack Harrison dal Manchester City, comprato Junior Firpo dal Barcellona per 15 milioni di sterline e sono tornati a Manchester nell’ultimo giorno di mercato convincendo lo United a cedere Daniel James per una cifra vicina ai 30 milioni. Sono arrivati dunque due esterni offensivi e un terzino ma non è arrivato il tanto richiesto centrocampista e l’attaccante di riserva.

Dopo aver usato per quasi tutto lo scorso anno Robin Koch come difensore centrale si pensava che potesse arrivare un uomo in più sulla mediana. Bielsa inoltre non ha mai fatto troppo affidamento su Rodrigo – forse il più grande errore del Loco – e serviva dunque un giocatore in grado di far rifiatare Patrick Bamford. In rosa è presente Joe Gelhardt ma il ragazzo classe 2002, seppur estremamente talentuoso, è ancora molto grezzo e inserirlo tra i 14/15 elementi in rosa che giocano con maggiore costanza rischiava di bruciargli la crescita.

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Patrick Bamford a terra, infortunato. Fonte: Ian MacNicol/Getty Images

Una serie infinita di infortuni ha minato le certezze di Bielsa

Senza ombra di dubbio il problema maggiore per il Leeds è stata l’assenza per larghi periodi dei giocatori più importanti della rosa. Non aver preso dei sostituti degni, né in estate né nell’ultimo mercato di gennaio, ha reso il tutto ancora più logorante. Il già citato Robin Koch, colonna portante della squadra di Bielsa, è stato ai box da metà agosto a metà dicembre. Appena è rientrato il tedesco si è fatto male quello che probabilmente è il miglior giocatore della rosa: Kalvin Phillips. Dopo più di tre mesi il mediano è ancora alle prese con un problema alla coscia. La mancanza di un sostituto ha costretto Bielsa a riportare Koch in linea mediana togliendo certezze ad una difesa che ne ha perse ulteriori con l’infortunio del suo capitano, Liam Cooper, anch’esso out da dicembre.

L’altro elemento fondamentale che ha dovuto lottare – e continua a farlo – con due brutti infortuni è il centravanti, Patrick Bamford. L’anno scorso aveva trascinato i compagni con i suoi 17 gol in questa stagione, invece, è sceso in campo solamente sei volte. Dopo le prime cinque si è infortunato alla caviglia ed è stato fuori dai giochi da fine settembre a fine novembre. Rientrato in campo contro il Brentford in 22 minuti di gioco è riuscito anche a segnare il gol del decisivo 2-2. Ma si è fatto nuovamente male, stavolta alla coscia, e non è ancora tornato in campo. Bielsa, non ritenendo Rodrigo un giocatore adatto a giocare da prima punta in Premier League, ha provato a metterci una pezza adattando proprio Daniel James, il quale ha registrato 4 gol e 3 assist in 24 partite. Un bottino troppo esiguo per il centravanti di una squadra che ha subito 60 gol in 26 partite (e sarebbero potuti essere di più se non fosse stato per il loro ottimo portiere, Meslier).

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Daniel James con la maglia del Leeds. Fonte: Laurence Griffiths/Getty Images

Le colpe di Bielsa

Naturalmente anche il tecnico argentino non è esente da colpe. Nel mese di febbraio la squadra è entrata in un vortice di negatività da cui Bielsa non è riuscito ad uscire. In 4 partite sono arrivate altrettante brutte sconfitte: 3-0 con l’Everton, 4-2 con il Manchester United, 6-0 con il Liverpool e 4-0 con il Tottenham. 17 gol subiti in 4 partite che pesano parecchio sul totale di 60 reti incassate in 26 sfide di Premier. Il discorso infortuni è ovviamente importante ma prenderne in media più di 2 a partita con 1.8 expected gol concessi è veramente troppo.

Nonostante Bielsa sia conosciuto per essere molto conservatore negli uomini e nei modi di giocare stavolta è successo il contrario. Uno dei temi sui quali si è da subito puntato il dito sono i tanti esperimenti fatti nel corso della stagione. Non tanto per averli fatti, era costretto visti i motivi già elencati, ma per non avere mai dato costanza a nessuno o quasi di questi. Questa confusione ha ovviamente inficiato anche i dati offensivi. Naturalmente hanno creato molto di meno rispetto alla passata stagione e sono anche riusciti a concretizzare meno (1.12 gol per partita contro gli 1.57 expected gol).

Meslier
Meslier raccoglie il pallone in fondo alla rete. Fonte: Laurence Griffiths/Getty Images

Jesse Marsch, il profilo del nuovo tecnico

Come scritto precedentemente la scelta di affidarsi a Jesse Marsch è in linea con la continuità progettuale voluta dalla dirigenza del Leeds. Naturalmente è un profilo totalmente diverso da quello di Bielsa ma lo staff di Radrizzani è cosciente che potrà puntare sul tecnico statunitense anche qualora le cose dovessero mettersi male e i Whites dovessero scendere in Championship. La sua ultima esperienza in panchina non è stata delle migliori: dopo soli cinque mesi è stato esonerato dal Lipsia. Un rapporto mai sbocciato con i giocatori che non erano riusciti a entrare nella testa e nelle tattiche del mister (tranne Nkunku).

Marsch è un uomo Red Bull. Dal 2015 fino appunto all’esperienza tedesca ha allenato squadre del colosso delle bevande energetiche. Prima in MLS con la formazione di New York, poi come vice di Ralf Rangnick al Lipsia nel 2018-19. Le due stagioni successive le ha passate a Salisburgo prima di tornare in Bundesliga stavolta alla guida della RasenBall. Quello di Leeds è un ambiente totalmente differente dunque rispetto al suo passato recente. Egli però ha dimostrato più volte di essere un tecnico molto preparato e capace a lavorare con i giovani talenti, se saprà inserirsi bene in questo contesto potrà rimpiazzare degnamente Bielsa.

Marsch
Jesse Marsch al fianco dei giocatori del Lipsia. Fonte: Sebastian Widmann/Getty Images

Con Marsch il Leeds ha ancora possibilità di salvarsi?

Per evitare una dolorosa retrocessione in Championship il Leeds dovrà fidarsi ciecamente di Jesse Marsch. Norwich e Watford sembrano aver ormai accettato il loro destino mentre Newcastle ed Everton sono troppo più forti per rischiare di essere invischiate ancora a lungo nella ‘relegation battle’. Anche il Burnley sembra in ripresa e la squadra è comunque di un livello superiore. La vera e propria corsa i Whites dovranno farla su un Brentford che dopo un buon avvio ha raccolto un pareggio e otto sconfitte nelle ultime nove partite. Le Bees hanno un punto in più ma anche una gara in più e proveranno ad usare il fattore Christian Eriksen per avere, oltre ad un giocatore tecnicamente eccelso e che porterà gol e assist, un’ulteriore spinta emotiva.

Il Leeds però è una squadra più forte del Brentford. Entro fine marzo dovrebbero tornare sia Philips che Cooper, mentre i tempi di attesa per Bamford sono diversi e ci andranno piano visti gli infortuni a catena. Marsch deve essere bravo a dare subito una sistemata alla difesa, cosa che non gli è riuscita nella sfortunata esperienza di Lipsia, e sfruttare un calendario che da qui a metà aprile non è sfavorevole. Il tutto in attesa dell’ultima giornata di Premier, il 22 maggio, quando al Community Stadium si affronteranno proprio Brentford e Leeds in una sfida che potrebbe essere decisiva per scoprire il futuro dei Whites.

Come detto dal presidente del club, Andrea Radrizzani “Licenziare Bielsa è stata la decisione più difficile da quando sono al Leeds. Marcelo ha cambiato la cultura di questo club e lo ha reso una società vincente. Ma devo agire negli interessi della squadra e credo che in questo momento un cambio di guida tecnica possa migliorare la nostra situazione in Premier League“.

In conclusione, la dirigenza del Leeds è forse la prima responsabile di ciò che sta accadendo, anche Bielsa non è esente da colpe (ha cercato di percorrere troppe vie alternative senza mai focalizzarsi solo su una di queste) mentre lo staff medico e i preparatori non sembrano aver fatto un lavoro meticoloso vista l’alta mole di infortuni fisici. Però i Peacocks non sono ancora spacciati, anzi se Marsch saprà sfruttare l’entusiasmo che porta l’arrivo di un nuovo allenatore potrà presto invertire la rotta ed entrare nel cuore dei tifosi, il quale sarà per sempre grato al Loco, l’uomo che ha riportato la Premier League dopo 16 anni.