Piazzamenti e risultati hanno fatto in modo che l’epicentro calcistico della Comunità Valenciana diventasse in questa epoca la sfida tra Valencia e Villarreal, ma se si vuole trovare il vero derby cittadino di Valencia allora la partita è quella tra il Valencia e il Levante. I Granotas sono a tutti gli effetti la seconda squadra di Valencia: giocano allo stadio Ciutat de Valencia e sono situati nella parte nord della capitale della Comunità.

La partita dunque assume contorni importanti anche per il predominio territoriale, cosa piuttosto banale se si scava nelle bacheche delle due squadre, ma molto meno scontata alla luce della stagione di quest’anno. Tre punti in classifica a distanziare il Levante dal Valencia, con l’opportunità di recuperare la squadra di Celades sfruttando il fattore campo e soprattutto quella che potrebbe essere una sorta di distrazione mentale dei Che, che saranno impegnati in settimana nello scontro decisivo per il passaggio del turno in Champions League.

Tre valenciani per il Valencia

“Non giocheremo con la testa ad Amsterdam” ha fatto sapere Celades in conferenza stampa. Il riferimento è chiaro a quello che sta vivendo l’ambiente: serve un’impresa in casa dell’Ajax per superare un difficilissimo girone di Champions, ma la Liga non può essere trascurata, in particolar modo un derby come quello con il Levante, per il quale servirà la massima applicazione. Ecco perché potranno essere chiave i tre uomini nati nella Comunitat Valenciana a disposizione: Gayá, Carlos Soler e Ferrán Torres, emblema del lavoro giovanile ottimamente svolto dal club.

Tre generazioni differenti: Gayá è un ’95 che ha giocato per tutta la sua carriera con la maglia del Valencia; rappresenta la maturità di questo processo di crescita, grazie alla sua affidabilità in entrambe le fasi. Soler è invece un ’97, emblema del nuovo che avanza, capace di esaltarsi nelle scorse due stagioni e chiamato al grande salto di qualità in questa dopo aver vinto l’Europeo con l’Under 21. L’Europeo l’ha vinto anche Ferrán Torres nella stessa estate, ma con l’U19: lui è il più giovane di tutti, un 2000 addirittura, al momento in rappresentanza del grande futuro di questa scuola. Sono i tre moschettieri valenciani, i protagonisti ideali per un derby dal forte valore caratteriale.

Il Levante senza centrali

(Photo by Manuel Queimadelos Alonso/Getty Images)

Il Levante si presenta al derby con un problema gigantesco: i centrali in rosa non sono disponibili. Gli infortuni last minute di Duarte e Ruben Vezo (che è anche un ex di giornata) hanno fatto in modo che Paco López rimanesse senza difensori di ruolo, visto che in infermeria sono presenti da tempo anche Róber Pier, Cabaco e Postigo. Sicuramente Coke sarà confermato in mezzo, nonostante abbia caratteristiche più adatte a una posizione da terzino, mentre per il suo compagno di reparto c’è ancora una scelta difficile da fare. Paco può optare per Vukcevic, mediano da far scalare di diversi metri, o per Eliseo Falcón dell’Atlético Levante, che però non ha ancora esordito in prima squadra se non come panchinaro. Scelte estreme per una partita estrema: il vero Derby di Valencia, il big match di Liga da non perdere.