Che Romelu Lukaku fosse uno dei calciatori maggiormente sotto la lente d’ingrandimento durante questa competizione mondiale, potrebbe sembrare una notizia di poco conto, soprattutto per le aspettative sulle spalle di un Belgio mai così qualitativamente eccelso e maturo per affrontare una fase finale, ma anche per i 27 goal stagionali che il gigante d’ebano ha realizzato con la maglia del Manchester United: diversamente da ciò che era accaduto con Panama, Lukaku ha subito aggredito fisicamente la partita, combattendo ad armi impari contro i “leggeri” difensori tunisini, pressando in maniera ordinata sul centrale in possesso di palla; tutto ciò non era avvenuto nella precedente partita, dove la fisicità di Roman Torres non ha fatto respirare il centravanti belga.

La partenza aggressiva del Belgio, aiutata dal fallo da rigore trasformato da Hazard, è diventato territorio di caccia per Lukaku, che liberato al limite dell’area di rigore da Mertens, ha scaricato un diagonale mancino imparabile per l’estremo difensore tunisino: il 2-1 della Tunisia su palla da fermo, insieme alle non poche occasioni da rete create dagli uomini di Maàloul, aprono discussioni sulla non perfetta tenuta difensiva belga, ma soprattutto dispone in maniera ancora più offensiva la squadra tunisina, maggiormente disattenta in fase difensiva da quel momento in poi; la fotografia della partita rimane il goal che regala la doppietta a Lukaku, figlio ancora una volta di un errore in fase di impostazione, con il solito De Bruyne che serve Meunier al limite dell’area di rigore, con il terzino del Psg sveglio e preciso nell’assistere Lukaku sulla linea del fuorigioco (penosamente disposta dal neo entrato e vecchia conoscenza del calcio italiano Benalouane), che con il destro realizza in pallonetto.

Durante queste due partite, Lukaku ha sicuramente espresso il meglio del suo repertorio, sia in fase di costruzione del gioco quando si è fatto trovare sulla linea del centrocampo per mantenere il pallone e dialogare con i vari Hazard e Mertens, sia quando si è dovuto muovere in profondità dietro le spalle degli avversari sulla linea del fuorigioco: in fase realizzativa ha poi trasformato in quasi tutti i modi, colpendo due volte col sinistro (suo piede preferito) da fuori area e con un pallonetto a scavalcare, col destro e di testa all’interno dell’area piccola; è anche l’unico calciatore della competizione mondiale ad avere il 100% di realizzazione, grazie ai 4 goal con 4 tiri tentati, reti che gli danno la possibilità di condividere la testa della classifica capocannonieri con Cristiano Ronaldo.

Con questi 4 goal Lukaku riesce a battere il record di goal in una competizione mondiale da parte di un calciatore belga, ottenuto da Wilmots (ex selezionatore della nazionale Belga) nel Mondiale del 2002: proprio Wilmots infatti aveva realizzato un gol in ogni partita del girone H, contro Giappone-Tunisia-Russia, vedendosi annullare ingiustamente la rete del vantaggio belga ai quarti di finale contro il Brasile (che vinse la partita alla fine con goal di Rivaldo e di Ronaldo).

I sogni del Belgio riguardo a questa competizione mondiale, sono ancorati alle forti spalle di Lukaku, finalizzatore ideale di una squadra in grado di offendere da qualsiasi posizione in campo: staremo a vedere se la tenuta difensiva sarà sufficiente per permettere alla squadra fiamminga di affacciarsi nel lotto delle squadre che puntano alla vittoria finale.