Ha ventisei anni da compiere, ma sembra calcare i grandi campi da tantissimo tempo. Marco Aoas Correa, più noto come Marquinhos, è arrivato in Europa a soli 18 anni. La Roma lo ha annunciato senza troppi clamori, ma è presto diventato un titolare inamovibile per Aurelio Andreazzoli. Il trasferimento a fine anno al PSG, ai tempi solo una meta per ricchi senza ambizioni, ha fatto clamore per le cifre (31mln) e per il rapido salto nei grandi.

Marquinhos

Oggi, quel ragazzo magrolino e timido, è diventato una vera belva. Cresciuto negli anni sotto l’ala del connazionale Thiago Silva, è diventato non solo ‘capitan-futuro’ a Parigi, ma anche un jolly difensivo di una modernità disarmante. Blanc, Emery e Tuchel: a parte un primo anno di adattamento, nessuno ha mai più avuto dubbi sulla sua centralità.

Ha giocato negli anni come centrale e terzino destro nella difesa a 4, ma anche a 3 e anche mediano. L’arrivo nella capitale francese di Idrissa Gueye e la buona affidabilità di Prisnel Kimpembe permettono al brasiliano di poter giocare in entrambe le posizioni senza che la squadra perda troppo. Il meglio lo dimostra nel suo ruolo naturale. Dai tempi della Roma, dimostra sempre una certa propensione all’anticipo grazie alla sua elevazione, dote fisica che gli permette di compensare qualche centimetro.

Nella partita di ieri è riuscito a tenere equlibrata la retroguardia del PSG nonostante un atteggiamento molto propositivo. Erling-Braut Haaland, pericolo numero uno (specie dopo la gara di andata) è stato marcato divinamente e ha potuto sfiorare il gol solo con il batti e ribatti di inizio secondo tempo.

Marquinhos

La heat-map di Marquinhos, come anche quella degli altri 3 difensori, mostra una linea difensiva alta. Ciononostante, Sancho e Thorgan Hazard non hanno mai infilato alle spalle i francesi. Marquinhos è stato leader e ha ripiegato con rapidità di pensiero annullando ogni pericolo. Se guardiamo i  numeri, non ha avuto chissà quali percentuali di vittoria in tackle, ma ha saputo muoversi con un’intelligenza rara. Non ha curato i pericoli, li ha prevenuti. In questo, la scuola di Thiago Silva ha fatto tanto negli anni.

Molto probabilmente Marquinhos onorerà la sua carriera a Parigi per molto tempo. Il legame di questo giocatore alla piazza è forte e finalmente il PSG sembra avere uno zoccolo duro in grado di creare anche un gruppo più solido caratterialmente rispetto a qualche stagione fa. Marquinhos è la chiave di svolta per una squadra che oggi è in grado di dire la sua fino in fondo. Se il Coronavirus lo permetterà.