“Adesso avremo più tempo per preparare le partite di Premier League”. Jürgen Klopp sdrammatizza, ma la situazione in casa Liverpool è tutt’altro che tranquilla: l’Atletico Madrid è riuscito a mandare fuori dalla Champions League i Campioni d’Europa con due partite quasi perfette e l’atteggiamento di chi sembra aver trovato la ricetta giusta per sconfiggere una delle squadre più forti del mondo.

In realtà non è soltanto l’Europa a preoccupare i Reds. L’obiettivo conclamato di questa stagione resta quello di vincere il titolo in Premier League dopo trent’anni di astinenza e per raggiungere il traguardo mancano appena sei punti. Il primo posto in campionato quindi dovrebbe essere quasi archiviato, ma l’andamento altalenate dell’ultimo mese fa capire che forse il giocattolo di Klopp non funziona più come dovrebbe.

Nel giro di 20 giorni il Liverpool è stato buttato fuori da Champions e FA Cup, le due competizioni sulle quali puntava per rendere perfetta una stagione già incredibile. Nel mezzo poi è arrivata anche la prima sconfitta in campionato che ha fatto notizia non tanto perché gli ha portato via la possibilità di diventare la seconda squadra a vincere il titolo senza battute d’arresto, ma perché arrivata per mano del Watford, l’avversario più improbabile di tutti. Eppure agli Hornets, intenti a restare a galla appena al di sopra della zona retrocessione, è toccato l’onore di strappare al Liverpool i primi tre punti di questa Premier League e di segnargli anche tre gol (nessuno ci era riuscito dopo l’Arsenal nel 2017).

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Tre sconfitte concentrate in un tempo brevissimo sono la medicina peggiore per una squadra arrivata a un passo da sogno: i Reds erano riusciti a superare indenni anche la crisi di gennaio che ormai da anni caratterizzava ogni campionato, facendo credere a tutti che i periodi altalenanti erano soltanto un bruttissimo ricordo del passato. E invece neanche la nuova maturità della squadra raggiunta grazie a Klopp è stata capace di eliminare la fastidiosa peculiarità, anche se questa volta gli alti e bassi non dovrebbero essere così decisivi da condizionare l’intera stagione come era successo negli anni addietro.

Forse il Liverpool che aveva trionfato in Champions League adesso non basta più: tutti gli sforzi fatti per poter finalmente vincere il campionato hanno richiesto tutte le energie fisiche e mentali ai giocatori usati più spesso dal primo minuto che non hanno avuto il tempo e il modo di poter tirare il fiato, dato che Klopp non ha messo mano alla panchina in molte occasioni. Soprattutto in attacco, Salah, Mané e Firmino sono stati quasi sempre sull’attenti e inevitabilmente le loro prestazioni hanno risentito di un peso troppo grande da portare per l’arco di un’intera stagione. Avere più giocatori di grande livello su cui contare sarebbe stato di grande aiuto per il Liverpool, costretto a dividersi fra più competizioni con ritmi serratissimi.

I Reds dovranno sfruttare questo mese terribile per ripartire, più coscienti delle loro forze e delle loro capacità: la stagione è quasi finita, ma per il prossimo anno Klopp dovrà cercare nuovi equilibri per cercare di restare a galla il più possibile in ogni competizione, magari cercando sul mercato nuovi rinforzi per regalare al Liverpool una panchina di maggiore qualità dalla quale attingere nei momenti più difficili.