Il cammino dell’Argentina verso i Mondiali riprende da dove era finito: Lionel Messi che batte l’Ecuador, immagine simbolo della complicata corsa verso Russia 2018 nell’ultima giornata di quel difficilissimo girone, ma anche prima istantanea del nuovo torneo che porterà questa volta in Qatar. Non una tripletta come allora a Quito, stavolta solo un gol su rigore, ma pesantissimo perché vale 3 punti in una partita in cui l’Argentina ha faticato a costruire le trame di gioco contro una nazionale abituata alle grandi partenze a sorpresa, vedi quanto accaduto nella precedente edizione al Monumental.

Questa volta si è giocato alla Bombonera, uno stadio che non lascia ricordi troppo felici all’Albiceleste, soprattutto in tema qualificazioni mondiali: nel 1970 rimase clamorosamente fuori per via di una sconfitta col Perù, e nell’ultima edizione, sempre contro i peruviani, lo 0-0 finale tenne vive le possibilità di una seconda clamorosa esclusione iridata.

Ma è proprio in questo che la squadra di Scaloni sembra enormemente maturata: 3 punti in gare così tirate e senza sbocchi in occasioni complicate come nelle gestioni precedenti targate Bauza e Sampaoli, difficilmente sarebbero arrivate. Anche perché la squadra ha faticato a impostare il gioco con De Paul e Paredes davanti alla difesa, e si è dovuta aggrappare alle invenzioni estemporanee di Lionel Messi e a un calcio di rigore decisamente evitabile da parte della difesa ecuadoriana per uscire da questo turno con l’intero bottino.

E per la classifica è subito una svolta importante, un messaggio importante: la nazionale ovviamente crescerà nel corso di queste qualificazioni e non restare impantanati in classifica come nell’edizione scorsa è fondamentale per arrivare poi a fine torneo con grande tranquillità e più tempo per preparare al meglio il blocco che partirà per il Qatar. Una squadra che sicuramente dovrà cominciare a pensare di inserire di nuovo alcuni volti come Di María e Agüero per avere ambizioni importanti, ma che dall’altro verso è riuscita anche a trovare novità importanti come Martínez Quarta, apprezzatissimo dalla stampa argentina in questa sua partita alla Bombonera, o Ocampos che dopo l’esplosione al Siviglia è pronto a recitare un ruolo importante anche con la maglia dell’Argentina.

Ma è chiaro che tanto dipenderà da Messi, paradossalmente adesso più a suo agio con l’Argentina che con il Barcellona. Si è sempre parlato tanto, e molto spesso a sproposito del suo rendimento al di fuori del contesto blaugrana, ma mai come in queste ultime apparizioni con l’Albiceleste ha dato l’impressione di essere leader della sua nazionale, molto più calato dentro al contesto a partire dall’inno, che una volta non cantava e che adesso vive dalla prima all’ultima nota, a occhi chiusi e con lunghi sospiri. Forse sa che il prossimo dovrebbe essere il suo ultimo Mondiale e ci tiene a lasciare un segno importante. Come quella notte a Quito, come in questa alla Bombonera, con l’Ecuador nel destino.