L’Inghilterra è una grande potenza nella storia del calcio anche se i successi a livello internazionale sono sempre stati limitati a quel magico 1966 che li vide trionfare nei Mondiali di casa, poi il nulla. Tante grandi generazioni, tante speranze, ma nessun titolo e a guidare la squadra negli ultimi anni è stato Wayne Rooney, attaccante capace di svariare in tutto il reparto offensivo e che diventava un vero e proprio killer dell’area di rigore ogni qualvolta iniziava l’Europeo.
Nato a Croxteth vicino a Liverpool nel 1985 crebbe calcisticamente nell’Everton dove si rivelò un ragazzo prodigio, pronto a bruciare tutte le tappe imponendosi in prima squadra già all’età di diciotto anni riuscendo così a passare al Manchester United già nel 2004. Con i Red Deviles disputò tredici e indimenticabili stagioni, fatte di grandissime vittorie, su tutte la Champions League del 2008, e qualche tonfo abbastanza rumoroso negli anni seguenti a Sir Alex Ferguson. Un vero e proprio simbolo di una delle più gloriose squadre della nazione decise di passare nel 2017 per qualche anno negli Stati Uniti prima di terminare la propria carriera in Patria nel Derby County dove iniziò anche la sua nuova vita da allenatore.

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La sua storia d’amore con l’Europeo iniziò molto presto, quando aveva ancora solamente diciannove anni con Eriksson che voleva creare una coppia d’oro di piccoletti in attacco con lui e il Pallone d’oro 2001 Michael Owen pronti a far impazzire le difesa avversarie a colpi di classe. Rooney mancò l’appuntamento con la rete nella difficile gara d’esordio contro la Francia, ma la sconfitta della sua Inghilterra non lo abbatté tanto che fu straordinario protagonista nella successiva partita contro la Svizzera. Gli elvetici non costituirono un problema rilevante per i Tre Leoni che sbloccarono il risultato a metà primo tempo con il giovane attaccante dell’Everton che colpì di testa un bel cross di Owen battendo così Stiel per l’1-0 e nella ripresa il raddoppio. Il compagno d’attacco era diventato il più possente Vassell che difese una palla alta dalla pressione di Patrick Müller e allargò per Rooney che calciò di collo destro sul primo per il raddoppio che chiuse la partita. Ancora meglio andò nella gara conclusiva del girone contro la Croazia dove la sfida fu molto più equilibrata e a fine primo tempo il risultato era sull’1-1. Quando le squadre stavano per tornare negli spogliatoi Wayne prese palla dal limite dell’area e calciò un violentissimo destro all’angolino che piegò le mani di Butina per il sorpasso inglese e nella ripresa ecco il capolavoro. Con i balcanici in avanti alla disperata ricerca del pareggio fu da manuale il triangolo tra i due attaccanti britannici, con Owen che lanciò perfettamente il più giovane compagno tutto solo davanti al portiere avversario che venne freddato con un destro che lo mise a sedere decretando così la sua seconda doppietta consecutiva. Con il Portogallo era l’uomo più atteso ma purtroppo a metà primo tempo si infortunò e la sua assenza fu determinante, tanto che a fine partita furono i lusitani a esultare dopo i calci di rigore.

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Quello fu senza dubbio il suo miglior torneo internazionale con la nazionale, anche perché nei suoi tre Mondiali non riuscì a esprimersi al meglio, mentre a Euro 2008 l’Inghilterra clamorosamente non riuscì nemmeno a qualificarsi. Tornò a disputare il massimo torneo continentale nel 2012 con la squadra che iniziava il suo ciclo poco fortunato con Roy Hodgson che deluse di parecchio le aspettative, ma passò comunque il girone iniziale da prima classificata e la rete decisiva venne segnata proprio da Rooney. Nell’ultima gara contro l’Ucraina sfruttò un clamoroso errore di Pyatov che non trattenne un cross dalla destra di Gerrard e a porta vuota appoggiò in rete praticamente dalla linea di porta, ma ai quarti di finale fu l’Italia a condannare i bianchi britannici. Il peggio però arrivò nel suo ultimo Europeo nel 2016 quando la nazionale ottenne una risicata qualificazione al secondo turno soffrendo tremendamente contro Russia, Galles e Slovacchia, ottenendo comunque il pass per gli ottavi di finale contro l’Islanda. Contro la piccola isola del nord Europa la partita si mise subito bene con Wayne che trasformò il calcio di rigore per l’1-0 dopo soli quattro minuti, mettendo così la propria firma nel terzo campionato europeo diverso, ma la rete non bastò. Due reti in pochi minuti ribaltarono la situazione e finì così nel modo più triste l’avventura in nazionale nei grandi tornei.
Sei reti in tre Europei per un totale di dieci partite disputate portano Rooney a essere uno dei più prolifici cannonieri nella storia del trofeo, ma il suo grande rammarico sarà sempre quello di non essere riuscito ad alzare al cielo la grande Coppa.