Domenica sera, nel match valido per la 20esima giornata del campionato transalpino, si è giocato un “classico”: il derby della Costa Azzurra, quello tra due delle squadre più in forma dell’intera Ligue 1, il Marsiglia di Rudi Garcia e il Monaco di Jardim.

Grande forma – L’OM, dopo un inizio di stagione a ritmi altalenanti, aveva iniziato a scalare prepotentemente la classifica, ottenendo un 5° posto con 30 punti frutto di 4 vittorie e un pareggio nelle 5 partite disputate prima di quella di domenica. Il Monaco invece era reduce da una sola sconfitta nelle ultime 5 (contro il Lione a dicembre), ma aveva bisogno dei 3 punti per non perdere contatto dalla vetta occupata dal Nizza. I monegaschi allenati da Jardim però possono vantare l’attacco più prolifico non solo dell’intera Ligue 1, ma di tutta Europa con 56 reti (saranno 60 a fine partita); per capirci Barça e Real Madrid hanno 47 e 46 gol all’attivo, anche se con una MSN e una BBC in più.

Il perfezionista – Il tecnico Jardim, uno che a calcio non ha mai giocato ma che di calcio ne capisce eccome, è un allenatore che cura tantissimo la parte tattica e fa dell’equilibrio il suo mantra, non lasciando nulla al caso (“lavoro tanto sulla tattica, l’equilibrio è la cosa che conta più di tutte: per vincere sul campo devi restare in equilibrio e squilibrare gli avversari” una frase che la dice lunga sul suo stile).

Ha dato al Monaco un calcio equilibrato e moderno, particolarmente attento nei dettagli della sua semplicità, che sfrutta molto le corsie esterne (dove regna il talento di Lemar e Bernardo Silva) e le sovrapposizioni costanti dei terzini, giocando in maniera rapida e letale.

Falcao aka Jim Moriarty –  Domenica notte andava in onda (oltre alla partita) quella che probabilmente è la puntata conclusiva della serie Sherlock e uno dei cliffhanger irrisolti (e più voluto dai fan) era il ritorno di Andrew Scott nei panni della nemesi di Holmes, il Napoleone del crimine Jim Moriarty che aveva preannunciato la sua “resurrezione” con un videomessaggio che diceva “vi sono mancato?”. E chi se non Radamel “El Tigre” Falcao poteva far sua questa frase nel migliore dei modi? Dopo gli anni bui Falcao sembra letteralmente risorto in questa stagione, macinando gol (11 in 13 gare di Ligue 1 e 17 su 20 sfide totali ) e ritornando protagonista assoluto in una delle squadre più interessanti d’Europa, che può contare su una squadra giovanissima (nemmeno 25 anni di media) e con talenti cristallini come Bernardo Silva, giocatore di grande tecnica e q.i. calcistico, che fa degli inserimenti la sua arma migliore; Lemar, giocatore imprendibile palla al piede e dotato di un buon tiro; Bakayoko, che ricorda un certo Yaya Tourè; ma anche i più giovani come il fantasista Gabriel Boschilia, brasiliano classe ’96 e il duttile attaccante francese (c’è chi lo considera il “Rashford transalpino”) Kylian Mbappé, addirittura del ’98.

Le formazioni – L’OM si schierava col 433 tanto caro a Rudi Garcia con Pelè tra i pali, Hiroki, Sakai, Fanni, Rolando e Rekik in difesa, Maxime Lopez, Vainqueur e Anguissa a centrocampo e Thauvin, Gomis e Cabella avanti. Il Monaco con un 442 con Subasic, Sidibe, Jemerson, Glik, Toure, Lemar, Fabinho, Bakayoko, B.Silva, Falcao e Germain.

La partita – Sono i padroni di casa, spinti dal buon momento e dal loro pubblico a prendere subito le redini del gioco, con un pressing altissimo ed è proprio l’OM infatti la prima ad andare vicinissimo al gol. Da una sponda di Gomis nasce una splendida combinazione tra Cabella e Thauvin, che dalla corsia di destra mette in mezzo per l’attaccante francese il quale riesce a far la sponda ancora per Cabella che spara però addosso a Subasic. Ma il pericolo è dietro l’angolo e prende forma dopo un quarto d’ora.

Su un’azione apparentemente poco pericolosa come una rimessa laterale, Lemar si libera dell’uomo dopo un tocco di Bakayoko e manda in rete quello che sembrava un cross a tutti gli effetti. Gollonzo e 0-1. L’OM non ci sta e prova la reazione, come spesso è accaduto al mister ex Roma, la squadra inizia a sbilanciarsi sin da subito pericolosamente, e questo è un invito a nozze per una squadra che fa delle ripartenze rapide la sua arma migliore.

Un’azione difensiva si ribalta in pochi tocchi di prima in un contropiede letale, che manda Falcao solo davanti alla porta: il colombiano non sbaglia, concludendo col tocco sotto al 22′. A questo punto c’è la classica reazione d’orgoglio del Marsiglia, che in pochi minuti sfiora la rete con Cabella in tuffo di testa, si vede dare un fuorigioco inesistente con Garcia che va a protestare mostrando il replay dell’azione sullo smartphone e infine il (meritato) gol con Rolando (26′), che sovrasta tutti di testa su punizione di Maxime Lopez.

Tutto sembra presagire al pari, con l’OM che si divora un altro paio di palle gol prima sull’asse Sakai-Thauvin (il più pericoloso) e poi con Cabella che non riesce a mettere in mezzo con Subasic beffato, ma ancora una volta è bravissimo il Monaco nello sfruttare ogni spazio che gli si lascia e dopo che Sidibe spara addosso a Pelè un contropiede partito da un calcio d’angolo dell’OM è il talentissimo Bernardo Silva a segnare l’1-3 che spegne definitivamente la speranza del Marsiglia, portando avanti un triangolo da manuale con il suo compagno di fascia Toure e segnando di testa sul finire di primo tempo.

La seconda frazione invece vede un monologo monegasco, che controlla il gioco per tutti i restanti 45 minuti con ritmi più bassi rispetto a quelli forsennati del primo tempo (complice una resa anticipata da un OM sotto shock dopo il terzo gol), con Lemar che prova invano un super gol da distanza siderale sfruttando un rinvio errato di Pelè, poi di nuovo Bernardo Silva a mettere stavolta il punto esclamativo sulla partita con la rete del 1-4 e della doppietta personale, col portoghese che si ritrova la palla sui piedi dopo la respinta di Pelè su Fabinho e non può sbagliare. La partita si conclude senza altre azioni degne di nota, se non quella negativa di un accenno di rissa sugli spalti.

Jardim che vince così il derby della Costa Azzurra e si porta in vetta alla classifica insieme al Nizza, ma con una differenza reti nettamente a favore. Il Monaco segna altri e 4 gol portandosi così a 60 in Ligue 1 e confermandosi, per chi ancora aveva qualche dubbio, come una delle squadre da tenere più d’occhio, Guardiola è avvisato.