El pasillo che in italiano traduciamo con il “corridoio”, in Spagna è un termine che trasuda tradizione e storia. No, non facciamo riferimento al genere musicale di origini popolari nato in Ecuador e Colombia, ma a quel corridoio, corridoio d’onore, che svariate volte abbiamo visto in Liga. E sono tante le immagini raffiguranti le squadre vincitrici camminare nel corridoio formato dalla squadra avversaria. L’ultima ce l’hanno regalata Deportivo la Coruña e Barcellona. I padroni di casa del Riazor, che in quella giornata sono ufficialmente retrocessi in Segunda, in quel giorno triste, hanno dovuto formare il famoso corridoio e applaudire i blaugrana freschi vincitori della Copa del Rey contro il Siviglia. La squadra di Seedorf ha rispettato la tradizione  del pasillo nel giorno più difficile per i propri tifosi,  mentre ora questo corridoio d’onore è messo in crisi dalla rivalità del Clasico. 

Cenni storici

Tralasciamo momentaneamente la polemica per addentrarci nella storia del pasillo. Ebbene la storia recente ci inganna, ci porta pensare che questa tradizione sia stata creata dalle regine di Spagna Barça e Real, ma non è così. Senza dubbio le due potenze spagnole hanno contribuito a rendere famoso il pasillo alle nuove generazioni, ma non sono loro ad averlo inaugurato.

Siamo nel maggio 1970, a Bilbao. Si giocano gli ottavi di finale di Copa del Rey (un tempo si disputavano al termine della Liga) tra Athletic Club e Atletico Madrid. A fine campionato hanno trionfato i madrileni grazie a un solo punto di vantaggio proprio sui baschi. Tuttavia l’Athletic (che in quel periodo storico si chiamava Atletico), decide di omaggiare proprio l’Atletico Madrid formando questo pasillo, che nel tempo è diventato un omaggio quasi obbligato alla squadra vincitrice di Copa del Rey e Liga. Non si riescono a trovare immagini del primo storico gesto, mentre ne possiamo trovare ben 3 realizzati dalle due squadre del Clasico, Barcellona e Real Madrid, due a uno per i blancos.

  • 30 aprile 1988, Camp Nou. Il Real di Butragueño arriva a Barcellona da campione della Liga, per la prima volta, 18 anni dopo il primo pasillo, di cui sopra. La gara termina 2-0 proprio per i blancos, che festeggiano due volte al Camp Nou.
  • Il secondo atto si svolge invece al Santiago Bernabeu. È l’8 giugno 1991 e un Barcellona stratosferico si presenta a Madrid campione da pochi giorni, vendicando il pasillo di tre anni prima. La gara finisce 1-0 per i blancos, ma a festeggiare sono solo i blaugrana.
  • L’ultimo pasillo si svolge nuovamente al Bernabeu. Il 7 maggio 2008, 10 anni fa quasi esatti, il Barça di Puyol e Rijkard si presenta a Madrid ed esegue il pasillo  per il Real, uscendo anche sconfitto per 4 reti a uno.

La polemica

Ci sarà o non ci sarà? Questa la domanda a cui tutti hanno cercato di dare una risposta in questa settimana. Ora è confermato, il Real Madrid non farà il pasillo al Barça nell’imminente Clasico del Camp Nou. La tradizione verrà interrotta da una delle squadre più forti di sempre per un’incomprensione o forse un capriccio dei vertici del Real, che non vogliono omaggiare il Barça nel suo stadio, durante il periodo di massimo splendore del madridismo.

Torniamo indietro di qualche mese. Il Real campione del Mundialito (il Mondiale per Club) torna in patria e pretende di ricevere il pasillo dai blaugrana al Santiago Bernabeu. I giocatori e i vertici del Barcellona si rifiutano perché il Barça non ha partecipato al Mondiale per club. Chi ha ragione? In parte entrambi, perché se il Barça sembra averla dalla sua, il Real Madrid tira fuori un precedente. Nel 2006, pochi giorni prima di trionfare in Champions League, il Barcellona ha omaggiato il Siviglia campione dell’Europa League (competizione alla quale i blaugrana non hanno ovviamente partecipato.

Un precedente scomodo che però non è determinante a tal punto da accettare il rifiuto di Zidane & co. che in conferenza ha ribadito la sua posizione. Si interromperà per un anno la tradizione del pasillo alla vincitrice della Liga. Un anno in cui il Barça rischia di scrivere la storia della Liga, concludendola da imbattuta; un anno in cui il Real Madrid rischia invece di scrivere ulteriormente la storia della Champions League, che proverà a vincere per la terza volta consecutiva.