Per il Tottenham è il secondo tentativo di vendetta per la finale di Champions League, per il Liverpool è l’ennesima occasione per allungare le distanze e volare in fuga verso il titolo. Non poteva capitare uno sfidante più duro per gli Spurs di Mourinho che incontra per la prima volta i Reds da quando siede sulla panchina della squadra del nord di Londra.

L’assenza pesante per il Tottenham

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Il periodo non è dei migliori, ma a pesare ulteriormente nei prossimi mesi sarà la grande assenza di Harry Kane: il bomber inglese infatti è stato operato per la rottura di un tendine al bicipite femorale sinistro e ritornerà a disposizione di Mourinho soltanto ad aprile. Il Tottenham si troverà così a fare i conti con la miglior difesa della Premier League senza la sua punta di diamante che potrebbe essere sostituito da un inedito attacco a due formato da Lucas Moura e Son (in rientro dopo la squalifica) come già successo altre volte in questa stagione.

Klopp non abbassa la guardia

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Sulla carta il Liverpool resta favorito: i Reds non hanno mai perso in questa stagione e attualmente sono a +13 sul Leicester, la seconda forza del campionato. Tutto farebbe pensare a un titolo già messo in ghiaccio dalla squadra del Merseyside, ma i precedenti non permettono a nessuno si stare tranquillo. Sì, perché nelle scorse stagioni era proprio questo il periodo in cui il Liverpool viveva il suo punto di forma peggiore, ritrovandosi improvvisamente in una catena di alti e bassi che hanno spesso compromesso tutti i risultati ottenuti nel girone di andata. In più questa volta si ritrovano a fare i conti con Mourinho, un allenatore che non va mai sottovalutato, parola di Klopp: “Jose Mourinho è un manager di livello mondiale con una grande mentalità. Direi che vuole vincere con tutto ciò che ha. Lo rispetto molto. Ogni situazione in cui si trova la sua squadra, cerca di usarla a suo favore”.

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