In un Mondiale dove ha presentato negli ottavi di finale molte prime volte, Brasile-Messico risulta essere un’eccezione e per la quinta volta nella loro storia si affronteranno. È un’inedita però nella fase a eliminazione diretta, dato che i precendeti incontri furono sempre nei gironi. Ben tre volte si affrantorono tra il 1950 e il 1962, ma per la quarta volta si dovette aspettare Brasile 2014.
Difficile aspettarsi qualcosa di simile a quattro anni fa, dove un modesto Brasile venne fermato da un ordinato Messico e da un super Ochoa. Se il “Tri” presenta una squadra molto simile a quella della precedente edizione, con la più grande differenza nell’inserimento di Hirving Lozano al posto dell’eterna promessa Giovani dos Santos, non si può dire lo stesso della “Seleção“. La squadra, ora allenata da Tite, è profondamente diversa rispetto alla squadra mediocre del 2014  di Scolari che comunque riuscì a ottenere un quarto posto. Accanto a Neymar non ci sono più Hulk e Fred ma bensì Coutinho e Gabriel Jesus e la potenza offensiva ha tutt’altro spessore. Anche in difesa la presenza di Miranda al posto dell’elegante ma svagato e distratto David Luiz ha portato maggiore solidità difensiva e a centrocampo Luiz Gustavo e Ramires sono stati sostituiti da Casemiro e Willian, solo riserva nel 2014. L’ultimo, ma meno significativo cambiamento, è la presenza in porta di Allison al posto del leggendario Júlio César anche se il portiere della Roma è stato una vera manna dal cielo dato che il primo erede dell’ex portierone interista è stato l’impresentabile Jefferson.
Il Messico non potrà dunque pensare di ripetere la sfida di quattro anni fa anche se un gioco come quello proposto contro la Germania fatto di difesa e rapide ripartenze potrebbe essere la chiave vincente. Il Brasile dal canto suo non dovrà farsi prendere dall’ansia e dalla frenesia di segnare e dimenticarsi l’incubo Ochoa in quella notte a Fortaleza. I pronostici sono tutti dalla parte dei sudamericani ma il “Tricolor” dopo sei eliminazioni consecutive agli ottavi di finale vuole tornare tra le prime otto a 32 anni di distanza dall’ultima volta.