Nemmeno il tempo di aver decretato Bayern Monaco e Siviglia come regine d’Europa che è già tempo di ricominciare la stagione di Champions League ed Europa League. Questi primi turni preliminari hanno già visto scendere in campo squadre di blasone e per alcune incredibilmente i tornei continentali sono già finiti. Vediamo quindi i migliori e i peggiori di questa tre giorni europea.

FLOP 3

3) MARIBOR
Per anni è stata la squadra che ha tenuto alta la bandiera della Slovenia in Europa, ma ieri in Europa League è arrivata una delle eliminazioni più umilianti della propria storia. Il sorteggio con i nordirlandesi del Coleraine sembrava una semplice formalità, ma la sfida è stata stregata. Il gran sinistro di McLaughlin ha portato in vantaggio gli ospiti, ma un tocco ravvicinato di Požeg Vancaš ha ristabilito la parità. Ai supplementari Dervišević ha sparato sulla traversa il rigore del vantaggio e dalla lotteria dagli undici metri è stato di Požeg Vancaš l’errore decisivo. Il destro del dieci è sbattuto sul palo e il quinto tiro di Doherty ha spiazzato Jug per la più clamorosa qualificazione al secondo turno.

 

2) BEŞİKTAŞ
Partiva come squadra di prima fascia, ma a Salonicco non lo ha minimamente dimostrato. In soli trenta minuti i greci si sono portati sul 3-0 grazie a un super Christos Tziolis, diciottenne interessantissimo che ha sfruttato i clamorosi buchi della difesa turca. Da casa degli orrori il 3-0 del Paok, nato da un calcio d’angolo del Beşiktaş e che ha portato Pelkas al più semplice delle reti. A nulla è servito il gol di Larin del 3-1 perché solo il portiere Destanoğlu ha evitato il poker parando il rigore di Akpom. Pessimo inizio per i ragazzi di Sergen Yalcin.

 

1) CELTIC
La più clamorosa eliminazione in questo secondo turno preliminare di Champions League è senza dubbio quella subita dal Celtic contro gli ungheresi del Ferencváros. Gli scozzesi perdono a Glasgow in una sfida che li vedeva nettamente favoriti, ma nonostante le continue palle gol create e il 70% di possesso palla alla fine sono stati eliminati. A nulla è valso il pallonetto di Ryan Christie, perché prima il gran destro di Sigér e poi il contropiede di Chol Nguen hanno fatto sì che arrivassero i due gol ospiti. Festeggiano i ragazzi di Rebrov, crollano invece quelli di Lennon.

Celtic, le brutte figure in Champions stanno diventando un’abitudine

 

TOP 3

3) VAGNER LOVE (KAIRAT ALMATY)
Riparte dal Kazakistan l’eterna carriera di Vagner Love e dopo aver assaggiato la maglia del Kairat Almaty subentrando in due occasioni in campionato, ecco il debutto col botto in campo europeo. Una doppietta e un assist per stendere gli armeni del Noah in un 4-1 che ha regalato così il passaggio al secondo turno. Il brasiliano, grande protagonista soprattutto in Russia al Cska Mosca, ha trentasei anni ma ancora grande voglia di giocare e di mettersi in mostra. Il suo destro secco ha freddato per due volte l’italiano Valerio Vimercati regalando così la prosecuzione del sogno agli ambiziosi kazaki.

 

2) OMONIA NICOSIA
L’Omonia Nicosia è tornata in Champions League undici anni dopo l’ultima volta, anche se non ha potuto festeggiare il titolo causa non assegnazione del campionato. Chi però pensava che fosse una possibile Cenerentola si è sbagliato di grosso e a pagare caro questa sottovalutazione è stato il Legia Varsavia. Dopo aver chiuso il primo tempo sullo 0-0 i polacchi sono rimasti in dieci a inizio ripresa per l’espulsione di Lewczuk e nei tempi supplementari sono usciti i ciprioti. Un rigore del sempre verde Jordi Gomez e un’incornata da pochi passi di Thiago, completamente dimenticato dalla difesa di casa, hanno così confezionato uno 0-2 che permette ai ciprioti di passare al terzo turno di Champions League.

 

1) ALBERT GUDMUNDSSON (AZ ALKMAAR)
La partita più pazza di questa prima tre giorni europea è stata sicuramente quella tra Az Alkmaar e Viktoria Plzen. I cechi sono stati in vantaggio fino a un secondo dalla fine, ma proprio quando tutto sembrava finito un calcio di rigore di Koopmeiners ha portato la gara ai supplementari. Nella successiva mezz’ora è stato uno spettacolo di Albert Gudmundsson. Il giovane islandese ha prima girato sotto la traversa un lancio di Midtsjø e poi, servito da Boadu, ha scartato Hruška e dalla linea di fondo è riuscito a segnare un gol incredibile. L’Az è riuscito a ribaltare una partita che ormai sembrava persa e ora difficilmente Arne Slot deciderà di far partite Gudmundsson ancora dalla panchina.

L’AZ non delude e supera il turno: Plzen sconfitto da Gudmundsson